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Barletta, uccisero Claudio Lasala dopo una lite: inflitti 24 anni agli assassini

La vittima aveva 24 anni. La Corte ha accolto in pieno le richieste della pubblica accusa

di Carlo Testa

La Corte d’Assise di Trani, presieduta da Rossella Volpe, ha condannato il 23enne Michele Dibenedetto e il 21enne Ilyas Abid infliggendo a ognuno di
loro 24 anni di reclusione
. I due sono accusati di aver ucciso nella notte fra il 29 e il 30 ottobre 2021 a Barletta il 24enne Claudio Lasala in seguito a un litigio avvenuto in un bar.

Lasala fu colpito con una coltellata dopo un un litigio in un bar nel centro storico. Omicidio volontario aggravato per futili motivi l’accusa per i due imputati a cui sono state riconosciute «attenuanti generiche ritenute equivalenti – si legge nella sentenza – alla contestata
aggravante». Dibenedetto e Abid sono stati interdetti per sempre dai pubblici uffici. La sentenza di primo grado ha accolto la richiesta fatta dalla pm Roberta Moramarco che aveva chiesto la stessa condanna. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

La zia della vittima: «Nessuna sentenza può sedare il dolore»

«Nessuna sentenza può sedare il dolore che io e la mia famiglia viviamo due
anni. Nessuna condanna può ricucire una ferita che sanguinerà per tutta
la vita. Però siamo un po’ più tranquilli adesso». Lo dichiara Anna Maria
Lasala, zia di Claudio Lasala
. «Spero che la sentenza e il carcere facciano riflettere i due imputati che hanno interrotto la vita di Claudio, i suoi sogni consapevoli di quello che stavano facendo», aggiunge la zia della vittima.
«Possiamo ritenerci particolarmente soddisfatti perché tutte le richieste del pm e della parte civile sono state accolte», continua Rinaldo Alvisi, legale della famiglia Lasala evidenziando che «pm e inquirenti sono stati bravi e accurati a raccogliere elementi dimostrativi, veicolandoli nel processo verso i giudici, senza colorarli». «La Corte dietro richiesta del pm – conclude Alvisi – ha ritenuto di concedere le circostanze di attenuanti generiche: la ritengo una sorta di collaborazione prestata dai difensori degli imputati».

 

fonte: CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

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