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Decaro: “Quelle due donne non c’entrano col clan, mi chiesero di fare una foto come tanti”

Il sindaco di Bari Antonio Decaro respinge le accuse a proposito dellla foto uscita su diversi quotidiani in cui è ritratto insieme a due donne appartententi al clan Capriati. Decaro dice: “Mi hanno chiesto di fare una foto davanti al loro negozio, come fanno in tanti. Non hanno nulla a che fare col resto della famiglia”

Autore: Carmen Credendino

BARI – Organi di stampa riportano oggi una fotografia del sindaco di Bari Antonio Decaro insieme a due donne, parenti del boss Antonio Capriati. Un episodio di cui parla lo stesso primo cittadino nel corso di una diretta su Facebook.
“Quando ho visto questa fotografia – ha spiegato Decaro – mi sono chiesto chi fossero queste due donne. Ho contattato le persone con le quali ho lavorato in questi anni sul tema del contrasto alla criminalità organizzata e dell’antimafia sociale, ho chiamato innanzitutto l’ex comandante della stazione dei carabinieri della città vecchia e poi l’ex dirigente della polizia e abbiamo avuto difficoltà a capire chi fossero queste due persone. Poi ho chiamato il parroco della Cattedrale, don Franco, e, insieme, abbiamo capito che sono due parenti del boss Capriati, ma non hanno nulla a che fare con il resto della famiglia“.
“Io ho le spalle larghe, mi è dispiaciuto sicuramente finire in una fotografia dove vengo accostato alla mafia, però – ha aggiunto il sindaco di Bari – immagino pure la difficoltà di queste persone che non c’entrano nulla… Don Franco mi ha detto che la signora ha sposato un uomo col quale ha gestito un negozio. La figlia ha sposato uno scrittore, insieme frequentano la parrocchia di don Franco. Queste due persone non vedo perché si devono ritrovare in una foto sui giornali nazionali, in tutte le trasmissioni televisive, solo perché hanno chiesto al sindaco di fare una fotografia davanti al loro negozio, come mi capita ogni giorno con decine e decine di persone”.

“NON SO COSA RICORDA EMILIANO, MAI INCONTRATO SORELLA NESSUNO”

“Non so cosa ricorda Emiliano, non ho mai incontrato la sorella di nessuno per parlare di questa cosa, ho incontrato tante persone nella città vecchia per cercare di trovare una soluzione che tenesse insieme le esigenze dei residenti e dei commercianti”. In una diretta su Facebook, il sindaco di Bari Antonio Decaro torna a parlare della questione sollevata dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano circa un presunto incontro con la sorella del boss Capriati.

“Non capisco quale sarebbe la trattativa Pd-mafia. Io vent’anni fa – spiega Decaro, mostrando la prima pagina del quotidiano La Verità – ero un giovane assessore, un ingegnere, mi occupavo di trasporti ed ero stato chiamato dal sindaco Emiliano ad occuparmi della mobilità. Uno dei primi temi che ho affrontato è stato proprio la mobilità nella città vecchia e c’erano un magistrato antimafia con un giovane assessore che volevano chiudere la città vecchia. Non è stato facile, si sono arrabbiati tutti in quel periodo, e anche alcune persone legate ai clan criminali. In quei giorni, che sono stati difficili, mi è anche capitato di incontrare persone che mi hanno maltrattato. Qualche giorno dopo io e Emiliano, mentre andavamo in cattedrale da soli, abbiamo incontrato questo gruppo di persone e lui, a modo suo, da magistrato antimafia, disse a quelle persone: “Decaro lo dovete lasciare stare“. Questo è stato”.

ISPEZIONE IN COMUNE, DECARO: “PORTE SPALANCATE”

“Stamattina è venuta a presentarsi la commissione per l’ispezione”. Nel corso di una diretta Facebook il sindaco di Bari Antonio Decaro annuncia così l’arrivo, questa mattina, in Comune, della commissione d’accesso che si occuperà di verificare possibili infiltrazioni mafiose nell’amministrazione.
“Abbiamo dato la nostra piena disponibilità, la documentazione e tutto quello che servirà, abbiamo fatto una direttiva dicendo a tutti i dirigenti di mettersi a disposizione della commissione, che riceverà da noi disponibilità per le audizioni, per la documentazione. Le porte del Comune sono spalancate, non abbiamo niente da nascondere– afferma Decaro-, abbiamo sempre cercato di lavorare nel rispetto delle regole e della legalità”.

 

fonte: Agenzia DIRE www.dire.it

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