Energia, Meloni scrive a von der Leyen: “Più flessibilità Ue per aiutare famiglie e imprese”

Giorgia Meloni e Ursula von der Leyen - (Ipa)

La premier chiede di estendere le deroghe europee previste per la difesa anche agli interventi contro il caro energia: “Serve una risposta concreta all’emergenza”

di Redazione

(EN24) – Il governo italiano torna a chiedere all’Europa maggiore flessibilità sui conti pubblici per affrontare la nuova emergenza energetica. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, proponendo di estendere temporaneamente anche al settore energetico la National Escape Clause, la clausola già prevista per consentire maggiori margini di spesa in materia di difesa.

Nella lettera, la premier sottolinea la necessità di proteggere cittadini e imprese dagli effetti della crisi energetica e dall’aumento dei costi, spiegando che la situazione internazionale continua ad avere pesanti ripercussioni sui prezzi dell’energia e sulla competitività economica europea.

Secondo quanto riportato, Meloni chiede che la clausola venga estesa “agli investimenti e alle misure straordinarie necessarie per fronteggiare la crisi energetica in corso”, precisando che ciò non comporterebbe modifiche ai limiti massimi di scostamento già previsti dalle regole europee.

La richiesta italiana arriva in un momento di forte pressione sul fronte energetico internazionale, aggravato dalle tensioni geopolitiche e dalle preoccupazioni per i mercati del petrolio e del gas. Già nelle scorse settimane, durante il Consiglio europeo informale di Cipro, Meloni aveva chiesto strumenti straordinari per sostenere le economie europee contro il caro energia, senza però ottenere aperture immediate da Bruxelles.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il commissario Valdis Dombrovskis avevano infatti ribadito che, allo stato attuale, non esistono le condizioni per attivare la clausola generale di salvaguardia del Patto di stabilità, prevista solo in caso di grave recessione economica dell’intera area europea.

La posizione italiana, tuttavia, punta a una soluzione diversa: non una sospensione completa delle regole di bilancio, ma una maggiore flessibilità limitata alle spese necessarie per contenere gli effetti della crisi energetica su famiglie e imprese. Una linea che il governo considera essenziale per evitare nuove difficoltà economiche e sociali.

La lettera della premier ha trovato il sostegno della Lega, che attraverso fonti del partito ha definito la richiesta “in linea con le posizioni sostenute da tempo” dal leader Matteo Salvini. Secondo gli alleati di governo, l’approccio dell’esecutivo risponde alla necessità di dare priorità alle esigenze concrete dei cittadini e del sistema produttivo italiano.

Il tema dell’energia resta così al centro del confronto tra Roma e Bruxelles. Per il governo italiano, la crisi energetica rappresenta oggi una priorità strategica europea al pari della sicurezza e della difesa, e richiede quindi strumenti straordinari capaci di sostenere la crescita economica senza compromettere la stabilità sociale.

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