Dai raid sui convogli civili alla denuncia del presidente sui voli presi di mira: il fronte del conflitto si sposta sull’intera rete di mobilità del Paese.
di Redazione
(EN24) – I mezzi di trasporto ucraini continuano a finire sotto la morsa degli attacchi russi. Nelle ultime ore, le forze di Mosca hanno preso di mira sia la rete stradale sia i collegamenti ferroviari, colpendo infrastrutture civili e scatenando momenti di panico tra i passeggeri.
La tragedia più grave s’è consumata nell’area di Nikopol, lungo la sponda del fiume Dnipro. Un drone di tipo FPV ha centrato in pieno un autobus di linea in servizio interurbano: il bilancio parla di almeno cinque persone che hanno perso la vita e di sette feriti condotti d’urgenza negli ospedali della zona. L’impatto sul mezzo privato ha provocato un incendio immediato, senza lasciar tempo di fuga a chi si trovava a bordo.
Paralisi ed evacuazioni repentine anche sulla rete ferroviaria statale. Un convoglio passeggeri in viaggio tra Kiev e Mykolaiv si è dovuto arrestare d’emergenza prima di essere sfiorato da un’esplosione, diretta a quanto pare alla motrice. Fortunatamente, i sistemi d’allerta tempestivi hanno permesso a tutto il personale e ai visitatori presente nelle carrozze di abbandonare il treno pochi istanti prima dell’impatto, evitando una strage.
L’episodio si inserisce in una sequenza precisa di raid contro le risorse rotabili dell’Ucraina: pochi giorni fa, un altro velivolo senza pilota aveva colpito la locomotiva del collegamento Kiev-Varsavia nei pressi della regione di Volinia, a ridosso del confine polacco. Su quel treno viaggiavano delegazioni internazionali, tra cui l’ex premier britannico Boris Johnson e l’ex capo della Cia David Petraeus.
A completare il quadro c’è la presa di posizione di Volodymyr Zelensky, che in un’intervista ha riferito di ben due tentativi di intercettazione del suo aereo presidenziale attraverso l’uso di droni nello spazio aereo della Moldavia. Le ricostruzioni locali ridimensionano in parte l’accaduto ad allarmi sicurezza e deviazioni di rotta senza contatti diretti, ma per le autorità di Kiev resta il segnale di una strategia mirata a bloccare la mobilità dei vertici istituzionali e ad alzare la tensione sui canali di viaggio civili.
Sul piano militare terrestre, si registra la morte sul campo del generale russo Anton Grunis, comandante della quarta brigata motorizzata, caduto nel corso dei violentissimi scontri che proseguono attorno alla città di Konstantinovka, nel Donetsk.

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