Garlasco, il nodo giuridico: si può processare Sempio senza riaprire il caso Stasi?

Dopo la chiusura delle indagini su Andrea Sempio, si apre il confronto sulla possibile revisione della condanna definitiva di Alberto Stasi. Per il penalista Giandomenico Caiazza, un nuovo processo rischierebbe di creare un cortocircuito giudiziario.

di Redazione

(EN24) – Il nuovo sviluppo dell’inchiesta sul delitto di Garlasco riaccende il dibattito non solo sul piano investigativo, ma anche su quello strettamente giuridico. Dopo la chiusura delle indagini a carico di Andrea Sempio, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi, emerge infatti una questione centrale: è possibile celebrare un processo nei suoi confronti mentre esiste già una sentenza definitiva che attribuisce lo stesso delitto ad Alberto Stasi?

A sollevare il problema è l’avvocato Giandomenico Caiazza, già presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane. Secondo il penalista, la formulazione dell’accusa nei confronti di Sempio renderebbe necessario affrontare prima il tema della revisione del processo Stasi. Il punto, osserva Caiazza, è che oggi esiste un giudicato irrevocabile che individua nell’ex fidanzato di Chiara Poggi il responsabile dell’omicidio.

Il quadro sarebbe stato diverso se l’ipotesi investigativa avesse riguardato un eventuale concorso di persone nel delitto. Ma nel momento in cui Sempio viene indicato come possibile autore esclusivo dell’omicidio, la convivenza tra una nuova accusa e una condanna definitiva già pronunciata su un altro soggetto rischia di produrre, secondo Caiazza, una situazione anomala e potenzialmente inedita.

Non a caso, la Procura di Pavia ha trasmesso gli atti alla Procura generale di Milano, chiamata a valutare l’eventuale sussistenza di “prove nuove” utili a chiedere la revisione della condanna di Stasi. Tra gli elementi da esaminare vi sarebbero anche materiali raccolti nella nuova fase d’indagine, compresi i presunti audio attribuiti a Sempio.

La questione, tuttavia, non appare univoca. La procuratrice generale di Milano Francesca Nanni ha spiegato che, in astratto, il processo a Sempio potrebbe celebrarsi anche in assenza o in attesa della revisione della sentenza Stasi. Il codice di procedura penale, ha ricordato, contempla proprio l’ipotesi di un conflitto tra giudicati come possibile presupposto per riaprire un processo già definito.

Resta quindi aperto un passaggio delicatissimo: se la revisione dovesse essere accolta, si aprirebbe un nuovo giudizio sulla posizione di Alberto Stasi; se invece non venisse ravvisata la presenza di prove nuove, il procedimento contro Andrea Sempio potrebbe comunque proseguire, lasciando però sullo sfondo il rischio di due percorsi giudiziari difficilmente conciliabili sullo stesso omicidio.

Il caso Garlasco torna così al centro dell’attenzione pubblica e giudiziaria, con una domanda che pesa sull’intero sviluppo della vicenda: prima di processare Sempio, sarà necessario riaprire il processo che ha condannato Stasi? La risposta spetterà ora alla Procura generale di Milano e, successivamente, ai giudici chiamati a valutare i prossimi passaggi.

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