Battuto il Parma 2-0: i gol di Thuram e Mkhitaryan consegnano il titolo ai nerazzurri con tre giornate d’anticipo. Inizia l’era Chivu.
di Redazione Sport
MILANO – La notte di San Siro si tinge definitivamente di nerazzurro. Con una vittoria solida e convincente per 2-0 contro il Parma, l’Inter si laurea Campione d’Italia per la 21ª volta nella sua storia. Un traguardo raggiunto con tre giornate d’anticipo, al termine di una cavalcata che ha visto la squadra di Cristian Chivu dominare la seconda parte della stagione, staccando Napoli e Milan.
La partita: Thuram e Mkhitaryan firmano il tricolore
Il clima allo stadio era quello delle grandi occasioni, con un Meazza interamente esaurito e pronto a spingere i propri beniamini verso l’ultimo passo matematico. Dopo un avvio contratto, la tensione si è sciolta nel recupero del primo tempo: un’azione corale ha liberato Marcus Thuram, che non ha sbagliato davanti a Suzuki, siglando il vantaggio.
Nella ripresa, l’Inter ha gestito il ritmo senza correre grandi rischi, fino a quando Henrikh Mkhitaryan ha chiuso i conti all’80’, mandando in estasi i tifosi. Al triplice fischio dell’arbitro Bonacina, è esplosa la gioia incontenibile sul campo e sugli spalti, mentre fuori dallo stadio iniziavano i primi caroselli verso Piazza Duomo.
Il capolavoro di Cristian Chivu
Gran parte del merito di questo successo va a Cristian Chivu. Chiamato alla guida della prima squadra dopo i successi con la Primavera, il tecnico rumeno è riuscito nell’impresa di vincere lo scudetto al suo primo anno in panchina, trovando un equilibrio tattico che ha permesso a campioni come Lautaro Martínez e Dimarco di esprimersi al meglio.
«I ragazzi sono stati straordinari, hanno rimboccato le maniche e sono rinati», ha dichiarato un Chivu visibilmente emozionato a fine gara. «Questo scudetto è una pagina importante per la storia della società. Ora festeggiamo, ma con un occhio alla finale di Coppa Italia».
La prima gioia della presidenza Oaktree
Questo 21° scudetto segna anche una svolta a livello societario: è infatti il primo titolo sotto la proprietà americana di Oaktree e il primo trionfo di Giuseppe Marotta nel suo nuovo ruolo di Presidente dell’Inter. Un successo che conferma la solidità del progetto sportivo nerazzurro, capace di restare ai vertici del calcio italiano nonostante i cambiamenti strutturali.
Milano in festa: dal Meazza al Duomo
Pochi minuti dopo la fine della partita, Milano è diventata il centro dei festeggiamenti. Bandiere, cori e fuochi d’artificio hanno illuminato Corso Venezia e Piazza Duomo. Con 82 punti in classifica e un vantaggio di 12 lunghezze sul Napoli (fermato sullo 0-0 dal Como), la matematica non lascia più spazio a dubbi: l’Inter è, ancora una volta, la regina d’Italia.

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