Manovra 2027 da 23,5 miliardi: famiglie, imprese e sanità tra le priorità, 5 miliardi dal settore finanziario

Andreas SOLARO / AFP - Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti

Il Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles definisce l’architettura della prossima legge di Bilancio. Circa 10 miliardi di coperture e quasi 13 miliardi di maggiore deficit. Il governo punta sul potere d’acquisto delle famiglie, sugli investimenti e sul sostegno al sistema produttivo

di Redazione

(EN24) – La manovra economica per il 2027 comincia a prendere forma. Il Documento programmatico di bilancio trasmesso dall’Italia alla Commissione europea e al Parlamento delinea un intervento complessivo da circa 23,5 miliardi di euro, destinato a concentrarsi soprattutto su famiglie, imprese, sanità, infrastrutture e difesa. Il quadro definitivo dovrà ancora essere tradotto nella legge di Bilancio vera e propria, ma per la prima volta emergono con maggiore precisione le dimensioni delle singole voci e le modalità attraverso le quali il governo intende finanziarle.

Il punto di partenza è un equilibrio particolarmente delicato. Gli interventi previsti valgono complessivamente circa lo 0,98% del Pil, mentre le coperture ammonterebbero a poco più di 10 miliardi. La parte restante, quasi 13 miliardi, avrebbe un impatto sul deficit. Il Documento programmatico indica per il 2027 un disavanzo al 3,4% del Pil e al 3,2% nel 2028, dopo il rientro sotto la soglia del 3% atteso nel 2026. Il governo intende inoltre utilizzare la clausola nazionale di salvaguardia per sostenere maggiori spese in materia di difesa e sicurezza energetica, un passaggio sul quale resta aperto il confronto con le istituzioni europee.

La voce più consistente riguarda le famiglie e la spesa sociale. Il governo prevede di destinare circa 5 miliardi di euro, pari allo 0,21% del Pil, a misure finalizzate alla tutela del potere d’acquisto e al sostegno delle fasce più fragili. È questo uno dei messaggi centrali del documento: in una fase segnata da inflazione ancora elevata, costi energetici pesanti e tensioni internazionali, Palazzo Chigi punta a concentrare una parte rilevante delle risorse sulla capacità di spesa delle famiglie.

Accanto al capitolo sociale, la manovra prevede circa 3,3 miliardi per il sostegno alle imprese. Le misure dovrebbero riguardare investimenti, competitività e accompagnamento delle aziende in una fase economica caratterizzata da elevati costi energetici e da una crescita ancora debole. Le scelte precise saranno definite nel disegno di legge di Bilancio, ma il Documento programmatico conferma che il sistema produttivo continuerà a essere uno dei principali destinatari dell’intervento pubblico.

Un altro capitolo importante riguarda la sanità, alla quale vengono destinati circa 2,4 miliardi di euro aggiuntivi. Le risorse dovrebbero contribuire a sostenere il Servizio sanitario nazionale, intervenendo su personale, liste d’attesa e tenuta complessiva del sistema. Anche in questo caso il dettaglio delle misure dovrà essere definito nel testo della legge di Bilancio, ma il peso attribuito alla sanità indica la volontà del governo di rafforzare un settore sottoposto da anni a forti pressioni.

Per le infrastrutture sono previsti circa 3,1 miliardi. L’obiettivo è sostenere gli investimenti pubblici e garantire continuità a una serie di interventi strategici, anche in una fase in cui le risorse straordinarie del Pnrr stanno progressivamente esaurendo la loro funzione propulsiva. La sfida sarà evitare che il passaggio dalla stagione del Piano nazionale di ripresa e resilienza a quella ordinaria della finanza pubblica produca un rallentamento degli investimenti.

Sul fronte della difesa, il Documento programmatico stima circa 4,5 miliardi di euro. È una delle voci più rilevanti dell’intera manovra ed è direttamente collegata al nuovo quadro geopolitico europeo e internazionale. L’Italia intende ricorrere alla clausola di salvaguardia nazionale prevista dalle regole comunitarie per finanziare parte delle maggiori spese in materia di sicurezza e difesa senza compromettere eccessivamente gli equilibri di bilancio.

Resta poi il capitolo fiscale. Per le misure tributarie vengono indicati circa 2,16 miliardi di euro, ma proprio su questo terreno il confronto politico all’interno della maggioranza è ancora aperto. Nei giorni scorsi sono emerse proposte diverse: dal taglio dell’Irpef alla detassazione delle tredicesime, fino a misure per i giovani e interventi sul costo delle bollette. Il Documento programmatico non definisce ancora quali di queste misure entreranno effettivamente nella legge di Bilancio.

Sul versante delle coperture, uno dei contributi più significativi dovrebbe arrivare dal settore finanziario. Banche e assicurazioni sono chiamate a garantire circa 5 miliardi di euro nel solo 2027, equivalenti allo 0,21% del Pil. Il contributo proseguirà anche negli anni successivi, con circa 3 miliardi nel 2028 e oltre 2 miliardi nel 2029. Complessivamente, il settore finanziario dovrebbe assicurare circa 10 miliardi nell’arco del triennio.

Altre risorse arriveranno dai tagli alla spesa dei ministeri e dal comparto dei giochi. Anche in questo caso il dettaglio degli interventi non è ancora definito, ma la linea indicata dal Tesoro è quella di costruire un mix di coperture che eviti di far gravare l’intera manovra sull’aumento del deficit. La sostenibilità dei conti pubblici resta infatti uno dei principali vincoli con cui il governo deve confrontarsi.

La partita più delicata riguarda proprio Bruxelles. Nel Documento programmatico si legge che la definizione puntuale degli interventi terrà conto dell’esito delle interlocuzioni con le autorità europee sulla clausola di salvaguardia. In altre parole, una parte importante della manovra dipenderà da quanto spazio fiscale l’Italia riuscirà a ottenere in relazione alle spese considerate strategiche, in particolare quelle per difesa ed energia.

Questo significa che i numeri presentati oggi rappresentano l’architettura della legge di Bilancio, non ancora il suo assetto definitivo. Il governo dovrà tradurre le percentuali del Pil in norme concrete, stabilire quali misure avranno carattere strutturale e quali temporaneo e soprattutto garantire che le coperture siano sufficienti e credibili.

Il quadro economico nel quale nasce la manovra resta complesso. La crescita è contenuta, il costo dell’energia continua a pesare sulle imprese, l’inflazione ha ridotto il potere d’acquisto e l’Italia deve contemporaneamente rispettare il percorso di riduzione del debito. A questo si aggiunge la necessità di finanziare nuove priorità, dalla difesa alla transizione energetica, senza comprimere eccessivamente la spesa sociale.

La manovra 2027 si presenta quindi come un esercizio di equilibrio. Da una parte il governo vuole sostenere famiglie e imprese, dall’altra deve mantenere sotto controllo deficit e debito. Le risorse individuate nel Documento programmatico rappresentano il primo passo, ma il confronto politico e parlamentare entrerà nel vivo quando verrà presentato il disegno di legge di Bilancio.

È lì che si capirà quali misure entreranno davvero in vigore, quali promesse saranno ridimensionate e quanto spazio ci sarà per interventi fiscali più incisivi. Per ora il dato centrale resta uno: la manovra vale 23,5 miliardi e il governo ha scelto di concentrare le risorse soprattutto su famiglie, imprese, sanità e investimenti, affidando una parte importante delle coperture al settore finanziario e al contenimento della spesa pubblica.

Be the first to comment on "Manovra 2027 da 23,5 miliardi: famiglie, imprese e sanità tra le priorità, 5 miliardi dal settore finanziario"

Leave a comment