Approvata la riforma che introduce un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Il testo passa ora all’esame del Senato.
di Redazione
(EN24) – La Camera dei Deputati ha approvato la riforma della legge elettorale, destinata a modificare in modo significativo il sistema di voto per le elezioni politiche. Il provvedimento, fortemente voluto dalla maggioranza di centrodestra, passa ora all’esame del Senato, dove dovrà ottenere il via libera definitivo.
La principale novità riguarda l’abbandono dei collegi uninominali previsti dal Rosatellum. La riforma introduce infatti un sistema proporzionale con un premio di maggioranza destinato alla lista o alla coalizione che raggiungerà almeno il 42% dei voti validi. In questo caso saranno assegnati 340 seggi alla Camera e 170 al Senato, garantendo una maggioranza parlamentare stabile. Se nessuna forza politica dovesse superare la soglia del 42%, i seggi verrebbero distribuiti con un sistema proporzionale puro.
Il testo mantiene una soglia di sbarramento del 3% per l’accesso alla ripartizione dei seggi da parte delle singole liste, mentre per le coalizioni resta fissata al 10%. Viene inoltre prevista l’indicazione del candidato alla presidenza del Consiglio collegato a ciascuna coalizione o lista, pur senza un’elezione diretta del premier.
Tra le altre novità figurano il voto per gli elettori fuori sede, che potranno esprimere la propria preferenza nel comune di domicilio temporaneo, e l’introduzione di collegi plurinominali con liste bloccate e capilista predeterminati. Gli elettori potranno esprimere fino a tre preferenze per i candidati della lista scelta, nel rispetto dell’alternanza di genere.
Il via libera della Camera ha acceso il confronto politico. La maggioranza sostiene che la riforma garantirà maggiore governabilità e stabilità degli esecutivi, mentre le opposizioni contestano il premio di maggioranza e il ritorno delle liste bloccate, ritenendo che possano limitare la rappresentatività del Parlamento.
L’iter legislativo non è ancora concluso. Dopo l’approvazione della Camera, il disegno di legge dovrà essere esaminato dal Senato, dove potrà essere confermato o modificato prima dell’eventuale entrata in vigore.

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