Le forze russe colpiscono la regione di Dnipro e il sud del Paese. Kiev intercetta la maggior parte dei velivoli ma denuncia nuovi danni alla rete elettrica
di Redazione
(EN24) – Non si ferma la pesante campagna di bombardamenti aerei russi contro i nodi strategici e le infrastrutture civili dell’Ucraina. Nella notte tra lunedì 6 e martedì 7 luglio, le forze armate di Mosca hanno lanciato una massiccia ondata di droni kamikaze di fabbricazione iraniana “Shahed”, prendendo di mira diverse regioni centro-meridionali del Paese. L’allarme aereo è scattato poco dopo la mezzanotte e ha tenuto la popolazione nei rifugi per diverse ore, mentre le unità di difesa aerea ucraine entravano in azione per intercettare i vettori nemici.
Secondo il report ufficiale diffuso in mattinata dal comando delle Forze Aeree di Kiev, i sistemi di difesa e i gruppi mobili di cacciatori di droni sono riusciti ad abbattere la stragrande maggioranza dei velivoli senza pilota russi entrati nello spazio aereo nazionale. I raid principali si sono concentrati nella regione di Dnipropetrovsk e nelle aree costiere meridionali, dove l’esercito del Cremlino sta tentando sistematicamente di logorare i sistemi di approvvigionamento elettrico e idrico in vista delle prossime settimane.
Nonostante l’elevata percentuale di abbattimenti da parte delle contraeree, le autorità locali hanno segnalato alcuni impatti al suolo dovuti sia ai droni sfuggiti allo scudo sia alla caduta dei detriti infiammati dei velivoli distrutti in volo. A Dnipro e nei distretti limitrofi si registrano danni materiali ad alcune linee di trasmissione e a componenti della rete elettrica secondaria, provocando temporanee interruzioni di corrente a macchia d’olio che hanno interessato migliaia di utenze domestiche. Le squadre di riparazione della compagnia energetica Ukrenergo si sono messe immediatamente al lavoro per ripristinare il servizio e stabilizzare le frequenze della rete.
I vertici militari di Kiev hanno sottolineato che questi attacchi notturni continui e condotti con sciami di droni a basso costo mirano a un duplice obiettivo: da un lato, colpire al cuore la tenuta economica e infrastrutturale del Paese; dall’altro, costringere l’Ucraina a consumare le preziose munizioni e i costosi missili dei sistemi di difesa aerea occidentali, in attesa dei nuovi aiuti e delle forniture di Patriot promesse dagli alleati internazionali.

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