Scudo antimissile alleato: nasce la “coalizione dei volenterosi” a difesa dei cieli europei

Foto Teresa Suarez / POOL / AFP - I leader dei 37 Paesi 'volenterosi' a Parigi

Accordo strategico tra venti Paesi membri della Nato per un sistema di difesa aerea integrato. L’iniziativa mira a blindare lo spazio aereo continentale contro le minacce a lungo raggio

di Redazione

(EN24) – L’architettura di sicurezza del continente europeo compie un passo storico verso una reale e coordinata capacità di difesa collettiva. Sulla scia delle decisioni strategiche delineate nel corso degli ultimi vertici alleati, venti Paesi membri della Nato hanno formalmente sancito la nascita di una «coalizione dei volenterosi» finalizzata alla creazione di uno scudo antimissile comune e altamente integrato. L’iniziativa, nata per rispondere alla crescente vulnerabilità dei cieli europei di fronte alle moderne tecnologie balistiche, punta a realizzare una rete di protezione aerea senza precedenti.

L’accordo multilaterale prevede la condivisione sistematica di tecnologie radar di ultima generazione, sistemi di intercettazione precoce e batterie missilistiche a lungo raggio Patriot e Iris-T. I rappresentanti delle nazioni aderenti hanno sottolineato come la coalizione non intenda sostituirsi alle strutture di comando ufficiali della Nato, ma agire come un «moltiplicatore di forze rapido e flessibile» capace di colmare i ritardi burocratici e i deficit industriali che finora hanno frammentato le difese dei singoli Stati continentali.

Al centro del progetto vi è l’integrazione dei sistemi di comando e controllo, che permetterà ai diversi eserciti di cooperare in tempo reale per neutralizzare minacce simmetriche e asimmetriche, inclusi i droni kamikaze e i missili ipersonici. I Paesi promotori della coalizione hanno evidenziato che l’iniziativa rappresenta «una risposta concreta e non più rimandabile alle mutate condizioni di sicurezza internazionale», offrendo una copertura radar omogenea che si estenderà dal Mar Baltico fino al bacino del Mediterraneo.

I costi per la messa a terra dello scudo verranno ripartiti tra i membri della coalizione in base a quote proporzionali al Pil, favorendo al contempo commesse congiunte con l’industria della difesa europea e transatlantica per accelerare i tempi di consegna dei vettori. L’avvio operativo dei primi presidi integrati è atteso entro la fine dell’anno, segnando una svolta fondamentale nella strategia di deterrenza e difesa dello spazio aereo europeo.

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