Domani, alle 15.00, nella Sala Consiliare del Comune il comitato promotore illustrerà l’iniziativa: una mobilitazione civica che ha raccolto l’adesione del 13% dei residenti per chiedere che la nuova Casa di Comunità porti il nome del dottor Angelo Venneri.
di Salvatore Stano
SAN GIORGIO JONICO (TA) – Una petizione popolare, 1.623 firme raccolte e un significato che va ben oltre il valore simbolico di un’intitolazione. San Giorgio Jonico si prepara a discutere pubblicamente una proposta che nasce dal basso e che punta a consegnare alla memoria collettiva il nome del dottor Angelo Venneri, medico, amministratore e punto di riferimento per generazioni di cittadini.

Il dottor Angelo Venneri
Domani, nella Sala Consiliare del Comune, il comitato promotore terrà una conferenza stampa per illustrare l’iniziativa con cui si chiede l’intitolazione della Casa di Comunità, attualmente in fase di completamento, alla memoria del compianto dottor Venneri. A presentare il percorso saranno Leonardo Recchia, Oronzo Marino, l’avvocato Mimmo Nesca, Marta Sibilla, Sandro Cometa, l’avvocato Danilo Leo e Baldassare Mangione.
L’iniziativa è stata formalizzata attraverso una petizione ai sensi dell’articolo 41 dello Statuto comunale, indirizzata al sindaco, alla Giunta comunale, al segretario comunale, all’Asl di Taranto e, per conoscenza, all’assessore regionale alla Salute Donato Pentassuglia. Nel documento si chiede all’Amministrazione comunale di dedicare e intitolare la Casa di Comunità al dottor Angelo Venneri, avviando e concludendo il relativo iter giuridico-amministrativo.
Il dato politico e civico è rilevante: 1.623 sottoscrizioni, pari al 13% dei residenti, rappresentano un segnale forte di partecipazione popolare. Un consenso ampio, trasversale, che racconta il legame ancora vivo tra la comunità sangiorgese e una figura che ha attraversato la storia cittadina non solo come medico, ma anche come amministratore pubblico e interprete di un’idea di servizio fondata sulla prossimità, sull’ascolto e sulla cura.
Nel testo della petizione viene ricostruito il profilo umano e professionale di Angelo Venneri: nato a San Giorgio Jonico, laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Bologna, dopo alcune esperienze professionali come medico ospedaliero presso il San Marco di Grottaglie e come medico scolastico a Roccaforzata, scelse di tornare nella sua comunità per esercitare la professione di medico di medicina generale. Per oltre quarant’anni il suo ambulatorio è stato un presidio quotidiano di fiducia, un luogo in cui la professione medica si intrecciava con una disponibilità personale riconosciuta da tanti cittadini.
La petizione ricorda anche il suo impegno durante gli anni difficili del Covid, quando Venneri si mise a disposizione in maniera volontaria per la somministrazione dei vaccini e per il sostegno ai pazienti. Un impegno che, nelle parole dei promotori, conferma l’immagine di un medico capace di vivere la sanità non come semplice funzione tecnica, ma come missione civile.


Alla dimensione professionale si affianca quella amministrativa. Angelo Venneri è stato consigliere comunale sin dagli anni Settanta e sindaco di San Giorgio Jonico dal 2006 al 2011. In quegli anni, secondo quanto richiamato nella petizione, si collocano interventi e opere che hanno segnato lo sviluppo cittadino, tra cui la circonvallazione Aldo Moro, il Parco comunale Giovanni Paolo II e la riqualificazione del Parco delle Tagghiate. Nel 2009 fu inoltre eletto consigliere provinciale, ricoprendo l’incarico di presidente del Consiglio provinciale di Taranto.
Ma il tratto che il comitato promotore intende consegnare alla discussione pubblica è soprattutto quello di una figura capace di tenere insieme competenza, dedizione e appartenenza. Venneri viene ricordato come un professionista stimato, un amministratore attento e un cittadino profondamente legato alla propria terra. Anche nel volontariato espresse il suo impegno, in particolare come presidente dell’associazione “Amici della Biblioteca” e come componente del club service Lions “Città dei due mari”.
L’intitolazione della Casa di Comunità assumerebbe dunque un valore particolarmente significativo. Non si tratterebbe soltanto di apporre un nome su un edificio pubblico, ma di legare un presidio sanitario destinato alla cura territoriale alla memoria di un medico che proprio nella prossimità ai cittadini ha costruito la parte più riconosciuta della propria storia.
La Casa di Comunità, per sua natura, rappresenta il luogo della sanità vicina, dell’assistenza accessibile, della presa in carico quotidiana dei bisogni delle persone. Intitolarla ad Angelo Venneri significherebbe, secondo i promotori, dare continuità a un modello di medicina fondato sul rapporto diretto con la comunità, sulla presenza costante e sulla responsabilità verso i più fragili.
La conferenza stampa di domani sarà quindi l’occasione per presentare pubblicamente non solo una richiesta amministrativa, ma una mobilitazione civica che ha già trovato una risposta imponente tra i cittadini. Le 1.623 firme raccolte consegnano all’Amministrazione comunale un messaggio chiaro: la memoria di Angelo Venneri appartiene alla città e può diventare parte viva del suo futuro, attraverso un luogo destinato alla salute, alla cura e alla dignità delle persone.

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