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Vita precaria. Donna bulgara di 63 anni deceduta a Barletta

2 persone che vivevano da tempo a stento e in condizioni precarie, l’amore, quello in “salute o malattia” duraturo, che nel pomeriggio di oggi 3 giugno si è concluso.

Tra i due coniugi, originari della Bulgaria, la signora di 63 anni è colei che ha tagliato il traguardo della vita, deceduta per cause ancora da accertare, dato che a seguito dell’intervento dei carabinieri e dell’impresa funebre di turno, il magistrato ha voluto disporre comunque l’autopsia del corpo per accertare le cause di morte che a quando pare (manca solo la conferma) debbano essere naturali, come ha anticipato il medico Necroscopo al momento dell’accertamento di morte.

I due coniugi di origini bulgare, da tempo vivevano in condizioni alquanto precarie, anche se a quanto pare, dalle testimonianze di alcuni vicini, “precarie” sarebbe anche dir molto. La donna da tempo malata e costretta a deambulare su sedia a rotelle, viveva in un casolare nella zona 167 di Barletta, in Via Valdemaro Vecchi con il marito, in condizioni pessime, perfino senza servizi igienici.

Marito e moglie, da tempo in queste condizioni hanno, a quanto pare, ricevuto aiuti e sostegno da poche persone di buon cuore, mentre loro cercavano di guadagnare qualcosa dalla vendita di lattine e ferro vecchio, “attività” poi proseguita solo dal marito, dato che la moglie si è ritrovata, a causa della malattia, costretta ad adoperare una sedia a rotelle.

Anche portare il pane a casa, era diventato sempre più complesso di prima…

A quanto pare da oggi quel casolare accoglierà una persona in meno, che sicuramente sarà più sola e continuerà a vivere in condizioni di totale degrado e abbandono, in un luogo non di certo accogliente, ma che gli permetterà, come ha fatto fino ad oggi, ad andare avanti e avere un tetto per rimanere almeno riparato dalle intemperie, salvo che questa storia dall’epilogo infelice, possa aprire uno spiraglio di carità nel “cuore” delle istituzioni preposte.

Savio Rociola

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