L’ex centrocampista nerazzurro è morto a Brescia a 69 anni. Simbolo di fantasia e classe, vinse con l’Inter lo scudetto 1979-80 e la Coppa Italia 1981-82.
di Redazione
Il calcio italiano piange Evaristo Beccalossi, ex centrocampista dell’Inter e figura amatissima dai tifosi nerazzurri. È morto a Brescia nella notte tra martedì 5 e mercoledì 6 maggio 2026, a pochi giorni dal suo settantesimo compleanno. Da tempo le sue condizioni di salute erano gravi, dopo un malore accusato nel gennaio 2025 e un lungo periodo di coma.
Nato calcisticamente nel Brescia, Beccalossi arrivò all’Inter nel 1978 e divenne presto uno dei volti più riconoscibili della squadra allenata da Eugenio Bersellini. Con la maglia nerazzurra conquistò lo scudetto nella stagione 1979-80 e la Coppa Italia 1981-82, collezionando 216 presenze e 37 reti tra campionato e coppe.
Giocatore estroso, tecnico e imprevedibile, “il Becca” era celebre per il dribbling, i colpi di tacco e una visione del gioco fuori dagli schemi. Il suo nome resta legato anche a momenti entrati nella memoria popolare, dalla doppietta nel derby del 28 ottobre 1979 ai due rigori sbagliati in pochi minuti contro lo Slovan Bratislava nel 1982, episodio poi reso celebre anche dal racconto teatrale di Paolo Rossi.
Dopo l’Inter vestì anche le maglie di Sampdoria, Monza, Barletta e Pordenone, chiudendo la carriera nel 1991. In seguito rimase nel mondo del calcio come opinionista e dirigente, ricoprendo anche incarichi legati alle giovanili della Federcalcio.
La camera ardente è stata allestita alla Fondazione Poliambulanza di Brescia. I funerali si terranno venerdì alle 13:45 nella Chiesa Conversione di San Paolo, sempre a Brescia. Con Beccalossi scompare un simbolo di un calcio più istintivo e creativo, capace di trasformare la tecnica in emozione.

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