
Di Marco Musiello
L’uomo che decide di intraprendere gli studi in Giurisprudenza dovrebbe interrogarsi a lungo e in profondità prima di compiere questo passo, consapevole che la scelta comporterà conseguenze decisive nel suo futuro percorso professionale.
Ma andiamo con ordine.
Quali sono le conseguenze che un laureato in Giurisprudenza deve conoscere ed evitare?
Innanzitutto, deve essere onesto e coerente, prima di tutto con se stesso e poi con gli altri. Deve avere fiducia nella propria credibilità, convinzione e fermezza nel voler agire correttamente, e deve essere saldo nella scelta compiuta. Soprattutto, deve assumersi la piena e totale responsabilità delle azioni che andrà a compiere come magistrato.
Solo così potrà onorare il giuramento prestato, rispettare le leggi e adempiere con dignità al compito che gli è stato affidato.
Ma entriamo nel merito: cosa deve rispettare un magistrato?
Ancor prima di diventare tale, gli devono essere trasmessi i valori fondamentali: il rispetto per la Giustizia, il rispetto per la toga e, infine, il rispetto per il servizio per il quale è stato chiamato a esercitare il suo ruolo.
Solo applicando questi principi nella propria vita, una volta assunta la carica, potrà esercitare in modo pienamente funzionale e operativo il ruolo di magistrato.
È importante ricordare, inoltre, cosa accade quando un magistrato si trova davanti all’apertura di un processo e deve giudicare un imputato per il reato commesso. Non è mai semplice trovarsi in quella posizione.
Molti giudici e pubblici ministeri non riflettono abbastanza sul fatto che, per condannare un imputato, è necessaria una profonda assunzione di responsabilità.
Certo, nel nostro Paese la Giustizia è indispensabile per garantire la sicurezza e per assicurare il rispetto delle leggi da parte di tutti i cittadini.
Tuttavia, se giudici e pubblici ministeri non sono onesti e coerenti prima con se stessi e poi con gli altri, e se non sanno con certezza come comportarsi nell’emettere una sentenza o nel formulare una richiesta di condanna, allora è necessario che esaminino prima se stessi.
Altrimenti, saremo noi stessi a essere condannati, prima come cittadini e poi come uomini, in un Paese che non serve più la vera Giustizia, ma che alimenta una società fondata su una giustizia corrotta.

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