Luca Testini rivendica il risanamento dei conti comunali e apre il confronto sul futuro: turismo, lago, castello, commercio e investimenti devono diventare il cuore di una nuova strategia territoriale
di Redazione
(EN24) – Prima evitare il dissesto finanziario, poi costruire una vera prospettiva di sviluppo. È questo il cuore dell’intervento di Luca Testini, esponente di Fratelli d’Italia, che torna sul percorso amministrativo compiuto a Bracciano e apre un confronto politico sul futuro della città.
“Ci sono stagioni politiche nelle quali l’obiettivo è costruire. Altre nelle quali l’obiettivo è semplicemente evitare che tutto crolli”, afferma Testini, ricordando la fase in cui l’amministrazione si trovò a gestire una situazione finanziaria particolarmente delicata. Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, il rischio dissesto era concreto e avrebbe avuto conseguenze pesanti sui servizi, sulle famiglie e sulla capacità del Comune di programmare il proprio futuro.
“In quel momento non c’era spazio per la propaganda. C’era da lavorare. C’era da assumersi responsabilità. C’era da prendere decisioni difficili”, sottolinea Testini. Il riferimento è al percorso di risanamento avviato in quegli anni, costruito attraverso il lavoro dell’Area Finanziaria del Comune, guidata dal dottor Massimo Ferranti, e una precisa volontà politica dell’Assessorato al Bilancio.
Il risultato rivendicato è significativo: “Siamo riusciti a realizzare un percorso di risanamento che ha consentito di recuperare circa 8 milioni di euro e di evitare il dissesto finanziario del Comune”. Per Testini si trattò di “un vero miracolo amministrativo”, soprattutto alla luce della condizione di partenza dell’ente.
Il punto politico più rilevante riguarda il modo in cui quel risanamento sarebbe stato ottenuto. Testini evidenzia che il percorso non venne realizzato scaricando il peso sui cittadini. “Non aumentammo le imposte comunali. Anzi, intervenimmo per ridurre la TARI”, ricorda, rivendicando anche la scelta di “non procedere ad alcun aumento delle indennità degli amministratori”.
Da qui nasce il giudizio sull’oggi. “L’attuale amministrazione ha trovato un Comune risanato, una situazione finanziaria stabilizzata e una macchina amministrativa rimessa in carreggiata”, osserva Testini. Proprio per questo, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, il confronto politico non può più fermarsi alla semplice tenuta dei conti.
La domanda centrale diventa un’altra: “Che cosa è stato fatto di questa stabilità? Quale idea di città è stata costruita in questi anni?”. È qui che la riflessione assume un valore più ampio. Un bilancio ordinato, nella visione di Testini, non può essere considerato il punto d’arrivo dell’azione amministrativa, ma deve diventare lo strumento per costruire sviluppo, attrarre investimenti e valorizzare le potenzialità del territorio.
“Leggendo il Rendiconto 2025 emerge una gestione finanziariamente prudente ma appare molto più difficile individuare una visione strategica per il futuro di Bracciano”, afferma. Il nodo, dunque, non è soltanto contabile. È politico. La stabilità dei conti ha senso se diventa base per una progettualità capace di incidere sulla vita della città.
Testini guarda soprattutto alle grandi risorse non pienamente valorizzate del territorio: il lago, il castello, il patrimonio storico, culturale e ambientale, il commercio locale, l’identità turistica della città. “Gli investimenti restano limitati rispetto alle potenzialità del territorio. Il turismo continua a ricevere risorse modeste rispetto alle enormi opportunità offerte dal lago, dal castello e dal patrimonio storico e culturale della città”, sostiene.
In questa prospettiva, la critica all’attuale amministrazione riguarda l’assenza di una direzione riconoscibile. “Un bilancio non è un obiettivo. È uno strumento. L’amministrazione ha il compito di mantenere i conti in equilibrio. La politica ha il dovere di utilizzare quell’equilibrio per costruire sviluppo”, afferma Testini.
Le domande poste sono dirette: “Qual è oggi la visione di Bracciano? Quale città immaginiamo tra vent’anni? Quale progetto esiste per valorizzare il lago? Quale piano è stato costruito per attrarre investimenti? Quale strategia è stata elaborata per sostenere il commercio locale?”.
Sono interrogativi che vanno oltre la polemica ordinaria. Bracciano ha una posizione strategica, un patrimonio naturale e storico importante, un’identità riconoscibile e una vocazione turistica evidente. Ma le potenzialità, da sole, non bastano. Devono essere organizzate dentro una strategia amministrativa, economica e culturale.
“Bracciano possiede tutte le carte in regola per crescere. Quello che continua a mancare è una visione capace di mettere insieme queste risorse e trasformarle in sviluppo”, insiste Testini. È questo il passaggio che segna la differenza tra gestione e governo: amministrare significa tenere in ordine l’ente; governare significa indicare una direzione alla comunità.
Il messaggio finale è netto: “Il Comune è stato salvato. Oggi la sfida è un’altra. Far crescere Bracciano”. Dopo la stagione del risanamento, secondo Testini, serve una fase nuova, fondata su ambizione, programmazione e capacità di guardare oltre la contabilità annuale.
“Bracciano merita ambizione. Merita una visione. Merita una classe dirigente che sappia guardare oltre il prossimo bilancio e oltre la prossima scadenza elettorale”, conclude. Una frase che sintetizza il senso politico dell’intervento: i conti in ordine sono necessari, ma non bastano a costruire il futuro di una città.
La vera prova, oggi, non è più soltanto evitare il dissesto. È usare la stabilità raggiunta per generare sviluppo, rafforzare i servizi, sostenere le attività economiche e trasformare le risorse di Bracciano in crescita concreta. Perché, come ricorda Testini, “i numeri raccontano il presente. La politica dovrebbe avere il compito di costruire il futuro”.

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