Duro confronto a Montecitorio sulla richiesta di acquisizione della corrispondenza del deputato Andrea Delmastro. Il capogruppo di Fratelli d’Italia nella Giunta per le autorizzazioni, Dario Iaia, difende il parere espresso dall’organismo parlamentare: «Non tuteliamo il singolo parlamentare, ma le prerogative della Camera».
di Redazione
(EN24) – È stato un confronto acceso quello andato in scena nell’Aula della Camera dei deputati durante l’esame della richiesta della Procura di Roma di acquisire la corrispondenza del deputato di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro. Un dibattito che ha visto contrapporsi maggioranza e opposizioni sul delicato equilibrio tra esigenze investigative e garanzie costituzionali riconosciute ai parlamentari.
Tra gli interventi più incisivi quello del deputato Dario Iaia, capogruppo di Fratelli d’Italia nella Giunta per le autorizzazioni, che ha accusato il Movimento 5 Stelle di aver trasformato un procedimento di natura tecnico-giuridica in uno scontro politico.
«Noi siamo assolutamente sereni, siamo assolutamente tranquilli», ha esordito Iaia, aggiungendo che avrebbe preferito ascoltare determinate argomentazioni «in Giunta per le autorizzazioni, soprattutto da parte di chi è rimasto in religioso silenzio durante i lavori, perché è proprio in quella sede che sono stati affrontati gli aspetti tecnico-giuridici della vicenda».
Nel suo intervento, il parlamentare pugliese ha richiamato uno dei principi cardine dello Stato di diritto, sostenendo che il Parlamento non può lasciarsi guidare dalle convenienze politiche.
«Quando si piega il diritto alle convenienze politiche si comincia ad aprire la porta alla barbarie», ha affermato, tra le proteste delle opposizioni. «Ed è esattamente quello che sta avvenendo in quest’Aula», ha aggiunto, ribadendo che il compito della Camera è quello di garantire il rispetto delle prerogative costituzionali e non di trasformare il dibattito in uno scontro mediatico.
Iaia ha poi voluto chiarire un punto che ha definito essenziale.
«L’onorevole Delmastro non è indagato. Cominciamo almeno da questo dato di fatto», ha dichiarato, invitando a distinguere il piano delle garanzie parlamentari da quello delle eventuali responsabilità personali. Secondo il deputato, il confronto politico avrebbe invece finito per alimentare una narrazione distante dalla realtà processuale.
Particolarmente duro il passaggio dedicato ad alcune dichiarazioni pronunciate dai banchi del Movimento 5 Stelle.
«La collega del Movimento 5 Stelle ha affermato che Delmastro faceva “affari con la camorra”. Questa è un’espressione gravemente diffamatoria», ha detto Iaia. «Le parole sono pietre. Se si fanno accuse di questa gravità, si abbia almeno il coraggio di rinunciare all’immunità parlamentare e di risponderne nelle sedi opportune.»
Nel prosieguo dell’intervento, il capogruppo di Fratelli d’Italia nella Giunta per le autorizzazioni ha contestato quella che ha definito una evidente incoerenza delle opposizioni.
Rivolgendosi al Partito Democratico, ha ricordato il precedente relativo alla richiesta di sequestro della corrispondenza dei deputati Maria Elena Boschi e Francesco Bonifazi, osservando come le posizioni sostenute allora fossero diametralmente opposte rispetto a quelle espresse oggi.
Non è mancato neppure il riferimento al caso del senatore Roberto Scarpinato, sul quale Iaia ha accusato il Movimento 5 Stelle di aver cambiato completamente orientamento.
«Vi siete rimangiati tutto quello che avevate sostenuto», ha affermato, ricordando la vicenda delle intercettazioni che coinvolgevano l’allora componente della Commissione parlamentare Antimafia e sottolineando come, anche in quel caso, il tema centrale fosse la tutela delle prerogative parlamentari.
Per il deputato tarantino, il voto espresso dalla maggioranza non riguarda la persona di Andrea Delmastro, bensì un principio di carattere generale.
«Noi oggi non stiamo difendendo Delmastro. Stiamo difendendo la prerogativa di tutto questo organismo parlamentare, affinché deputati e senatori possano esercitare liberamente il proprio mandato e comunicare senza il timore che vengano compromesse le garanzie previste dalla Costituzione.»
Nelle conclusioni, Iaia ha rivolto un’ultima critica alle opposizioni.
«Avremmo apprezzato che queste argomentazioni fossero state svolte nella sede competente, la Giunta per le autorizzazioni, e non oggi in Aula per alimentare un circo mediatico che va avanti da settimane», ha dichiarato, ribadendo che il confronto avrebbe dovuto mantenersi sul piano giuridico e non su quello della contrapposizione politica.
La vicenda conferma ancora una volta come il rapporto tra attività investigativa e prerogative parlamentari continui a rappresentare uno dei temi più delicati del diritto costituzionale italiano. Da un lato resta l’esigenza di assicurare il pieno svolgimento dell’azione giudiziaria; dall’altro, quella di preservare le garanzie previste dalla Costituzione a tutela dell’autonomia del Parlamento e dell’equilibrio tra i poteri dello Stato.

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