Il presidente degli Stati Uniti annuncia progressi nei negoziati con Teheran, ma avverte: «Sapremo entro 48 ore». Sul tavolo la riapertura della principale rotta energetica mondiale, mentre la diplomazia tenta di evitare una nuova escalation militare.
di Redazione
(EN24) – La crisi dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici per il commercio mondiale di petrolio e gas, potrebbe avvicinarsi a una svolta diplomatica. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che Washington e Teheran stanno conducendo «discussioni molto positive», ma ha anche lanciato un duro avvertimento all’Iran: se non verrà raggiunto un accordo per la riapertura dello Stretto, gli Stati Uniti sono pronti a intervenire con decisione.
«Lo sapremo entro 48 ore», ha dichiarato Trump, spiegando che la riapertura di Hormuz rappresenta la condizione essenziale per proseguire il percorso negoziale. Il presidente americano ha aggiunto che lo Stretto dovrà tornare operativo «molto presto», avvertendo che un eventuale ritiro dell’Iran dal tavolo delle trattative comporterebbe «conseguenze molto pesanti».
Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei principali snodi del commercio energetico mondiale: prima della crisi vi transitava circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto trasportati via mare. Le tensioni degli ultimi mesi hanno ridotto drasticamente il traffico commerciale, provocando forti ripercussioni sui mercati internazionali dell’energia e sull’economia globale.
Secondo quanto emerso dai negoziati, mediati anche dal Sultanato dell’Oman e sostenuti dal Qatar, sarebbe allo studio un’intesa che consentirebbe la graduale riapertura della rotta marittima attraverso un sistema condiviso di gestione del traffico navale. Restano tuttavia aperti diversi nodi, tra cui le modalità di controllo della navigazione, le garanzie di sicurezza e la richiesta iraniana di introdurre tariffe per il transito delle navi, ipotesi respinta dagli Stati Uniti.
Nonostante il cauto ottimismo espresso dalla Casa Bianca, il clima nella regione rimane estremamente delicato. Nelle ultime ore si sono registrati nuovi episodi contro il traffico commerciale nel Golfo e nel Mar Rosso, a conferma di una situazione che continua a destare forte preoccupazione tra gli operatori economici e la comunità internazionale.
Sul fronte diplomatico, il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent e il segretario di Stato Marco Rubio hanno confermato che i contatti con Teheran stanno facendo registrare progressi significativi e che un’intesa potrebbe essere raggiunta nel giro di pochi giorni, pur precisando che restano ancora diversi aspetti da definire.
L’eventuale riapertura dello Stretto di Hormuz rappresenterebbe un passaggio decisivo non soltanto per la sicurezza della navigazione internazionale, ma anche per la stabilità dei mercati energetici. Un accordo contribuirebbe infatti a ridurre la pressione sui prezzi del petrolio e del gas, offrendo un primo segnale di distensione dopo mesi di tensioni tra Stati Uniti e Iran. Resta però alta l’attenzione della comunità internazionale, consapevole che il fallimento delle trattative potrebbe riaprire rapidamente lo scenario di un confronto militare diretto.

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