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Ceferin (presidente Uefa) non si ricandida per il quarto mandato: «Sono stanco»

Il presidente Uefa Aleksander Ceferin ha annunciato che non si ricandiderà nel 2027 nonostante l’ok del Congresso al quarto mandato: «Ho una bella vita nel calcio ma anche fuori»

di Redazione Sport

«Sono stanco, lontano dalla mia famiglia da molto tempo. Ho deciso di non ricandidarmi nel 2027». Così Aleksander Ceferin annuncia che non si ricandiderà per un quarto mandato da presidente Uefa. «Non l’avevo detto perché non volevo influenzare il Congresso — spiega il 56enne sloveno— . Ho una bella vita nel calcio ma anche fuori. Sono stanco di questo progetto senza senso della Superlega, di chi si proclama autorità morale. Ad ogni modo posso dirmi felice e orgoglioso di essere il capitano di una nave che ha saputo affrontare bene la tempesta e che continuerà a farlo nei prossimi tre anni, di essere a capo di una comunità calcistica mai così unita. La maggior parte delle persone non sono come alcuni pagliacci. Ho deciso circa sei mesi fa che non mi candiderò nel 2027, sono lontano dalla mia famiglia da circa sei anni e lo sarò per altri tre. Ho comunicato questa decisione prima alla mia famiglia e poi ad amici e colleghi».

L’intervento del Congresso e la furia di Boban

Questo annuncio, a sorpresa, arriva poco dopo il voto del Congresso che ha approvato una modifica degli statuti, dando la possibilità al leader sloveno, arrivato alla presidenza nel 2016, di candidarsi nuovamente nel 2027 per una quarta presidenza. Una mossa che aveva scatenato l’ira di Zvonimir Boban, fino a pochi giorni fa capo del calcio presso Nyon prima che presentasse le proprie dimissioni: «Non ho altra scelta — aveva spiegato in una lettera il dirigente croato— Non sto cercando di essere una sorta di eroe, soprattutto perché non sono il solo a pensarla così». Quindi una critica aperta a Ceferin: «Nonostante abbia espresso la mia più profonda preoccupazione e totale disapprovazione in merito alle modifiche sullo statuto, il presidente non ritiene che vi siano problemi legali con i cambiamenti proposti, per non parlare dei problemi morali o etici, e intende andare avanti comunque nel perseguimento delle sue aspirazioni personali. Aderire a tutto questo andrebbe contro tutti i principi e i valori in cui credo».

 

fonte: Corriere della Sera

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