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Il Papa: sulla tratta chi chiude occhi e orecchie è complice

“Una chiamata a non rimanere fermi, a mobilitare tutte le risorse nella lotta contro la tratta”. A rivolgerla è il Papa nel messaggio per la decima Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone che ricorre oggi nella memoria liturgica di Santa Giuseppina Bakhita: “Dobbiamo ascoltare, sognare e agire”

Paolo Ondarza – Città del Vaticano

“Non è mai troppo tardi per decidere” di reagire alla tratta, “un dramma globale”. Francesco esorta ad “aprire le nostre vite, i nostri cuori a tante sorelle e tanti fratelli che sono trattati come schiavi” perché – scrive nel suo messaggio per l’odierna Giornata mondiale contro la tratta – “se chiuderemo occhi e orecchie, se resteremo inerti, saremo complici”. La ricorrenza, giunta alla decima edizione, quest’anno sul tema “Camminare per la dignità: ascoltare, sognare, agire”, si celebra come di consueto nella memoria liturgica di Santa Giuseppina.

Aprire occhi e orecchie

Il Vescovo di Roma invita a camminare sui passi della “Suora sudanese che da bambina fu venduta come schiava ed è stata vittima della tratta”. Quindi chiede di ricordare “l’ingiustizia che ha subito, la sua sofferenza, ma anche la sua forza e il suo percorso di liberazione e di rinascita a una nuova vita”. In memoria di questa santa tutti siamo chiamati a “non rimanere fermi, a mobilitare tutte le nostre forze”, a rispondere a questo appello alla trasformazione per arrivare alla radice del fenomeno, sradicandone le cause. “Bakhita – spiega – ci incoraggia ad aprire gli occhi e le orecchie, per vedere gli invisibili e ascoltare chi non ha voce, per riconoscere la dignità di ciascuno e per agire contro la tratta e ogni forma di sfruttamento”.

Svegliarsi dall’anestesia dell’indifferenza

Quindi il Pontefice esorta a reagire ad una cultura dell’indifferenza che ci anestetizza e loda quei “reporter coraggiosi” che “gettano luce sulle schiavitù del nostro tempo”. Infatti “la tratta è spesso invisibile”, si legge nel messaggio, ma il coinvolgimento di tanti giovani nell’impegno di questa Giornata è incoraggiante e indica la strada per contrastare questa piaga: “ascoltare, sognare e agire”.

Un mondo senza tratta, da sogno a realtà

Il Papa chiede di prestare ascolto al grido di aiuto di chi soffre nei conflitti o nelle guerre, di chi è colpito dagli effetti del cambiamento climatico, dei migranti forzati e di chi è oggetto di sfruttamento sessuale o lavorativo, in particolare donne e bambine. “Ritorniamo a sognare un mondo in cui – scrive nel messaggio – le persone possano vivere con libertà e dignità”. Quindi il Papa sprona a trasformare questo sogno in realtà, “mediante azioni concrete di contrasto alla tratta”, a “pregare e agire” singolarmente, in famiglia, in parrocchia come nei vari ambiti sociali e nella politica, “per questa causa di dignità”.

 

fonte: Vatican News

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