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Corrado Allegretta, al “Maggio dei libri”. La sua memoria, a disposizione di molti

La vita di un uomo, tutti noi immersi nell’ascolto, immaginando la vita di ogni giorno della sua fanciullezza, percorrendo varie storie, con anche qualche scorcio della Barletta del 1950.

Una vera e propria magia, quella che la lettura o la presentazione di un libro può fare, facendo passare nella propria mente storie vissute da altri, grazie a un libro che si legge con tranquillità, per i suoi racconti flash, pieni di emozioni, utili per incamerare un qualcosa di mai ascoltato o di già vissuto, per poi tornare indietro nel tempo…

“Il grano si taglia con la falce”, il titolo del libro (che fa riferimento a una esperienza narrata nel libro), edito da “ROTAS”, scritto da Corrado Allegretta, già Presidente del TAR Puglia, che ha presentato il suo libro alla cittadinanza, in un evento pubblico, fortemente voluto dal Centro Studi “Barletta in Rosa A.P.S.” e rientrante nel “Il maggio dei libri”, vera e propria grande opportunità, una campagna nazionale che invita a portare i libri anche in contesti diversi da quelli tradizionali, per intercettare coloro che solitamente non leggono ma che possono essere incuriositi se stimolati nel modo giusto, un modo per ogni città di esprimere “cultura” anche attraverso la bellezza della lettura, celebrandone l’importanza, in quanto strumento di forza e consapevolezza, capace di rendere liberi e che una città come quella della Disfida, non poteva di certo lasciarsi sfuggire, perché leggere è importante e “Se leggi, sei forte!”

Durante la serata, grazie al ricordo dell’autore sono stati “attraversati” luoghi, tradizioni e cultura di un mondo che non c’è più, più precisamente di Urbino, Barletta e Molfetta, i luoghi della sua infanzia. L’obiettivo del libro e dell’evento sicuramente è stato quello di mirare a ricordare il passato, fermarlo, riviverlo e raccontarlo. Nel suo libro Corrado Allegretta ha abbracciato una intera generazione, quella nata negli anni della Seconda Guerra Mondiale e cresciuta nel dopo guerra, parlando di quegli anni con leggerezza, affrontando proprio l’infanzia e della fanciullezza, simboli della frivolezza, parlando delle esperienze, persone e luoghi nei quali lui ha vissuto e che, come ha riferito l’autore, “sono stati utili per formare la mia personalità e unicità”.

Il dott. Allegretta, nel libro manifesta le intenzioni di abbandonare le vesti precettizie, e resituire la sua grande semplicità d’uomo, di quell’uomo che durante il lokdown, ha deciso di sfidarsi e iniziare a scrivere, perfino della Barletta che ricorda con tanto amore, di quella città vissuta nel periodo della sua fanciullezza, durante il quale ha scoperto il mondo, grazie all’ amore della famiglia e dell’ amicizia. I ricordi della sua casa, il Palazzo “Santa Croce”, dei giochi d’infanzia, gli “stoppacci”; della ghiacciaia; dei profumi del gelataio e del lattaio; del braciere, quello che un tempo era proprio simbolo della convivialità in una casa; del Trabucco in quanto struttura, che “mi ricordava una nave tutta per me, una casetta dei giochi fatta a nave dove potevi essere comandante” ma anche “u trabbuc” in quanto pescato, il famoso “bianchetto”.

Dalle “stanze del potere”, alla scrittura, fatta di ricordi vividi, oppure come ha scritto l’autore a conclusione del suo libro “piacevoli e felici, per usarli, quando occorre, come zollette di zucchero nella coppa amara del dolore“, portando i presenti per mano e inducendoli a respirare quell’aria, trasportandoli visivamente all’interno di una giovinezza vissuta negli anni 50, in una Barletta e in quella vita che alcuni ricordano, mentre altri ne hanno sentito parlare e altri ancora ne ignoravano l’esistenza, ma che sicuramente la mente è stata capace di far visualizzare, grazie al grande potere di un libro e della lettura, che “è forza”.

Savio Rociola

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