Giallo internazionale: uccisa a Kiev Anastasiia Berezovska, era la sospettata dell’attentato di Monaco

Trovato nei pressi della capitale ucraina il corpo della 39enne ricercata dall’Interpol per la bomba all’oligarca Ermolaev. Fermati un ufficiale dell’intelligence militare (GUR) e un ex agente

di Redazione

(EN24) – Un clamoroso colpo di scena internazionale sposta l’asse delle indagini sul misterioso attentato del Principato di Monaco direttamente nel cuore dell’Europa dell’Est. Anastasiia Berezovska, la cittadina ucraina di 39 anni individuata dagli inquirenti monegaschi e dall’Interpol come la principale sospettata del tentato omicidio dell’oligarca Vadim Ermolaev, è stata trovata morta nei pressi di Kiev. Il macabro ritrovamento del cadavere fa assumere alla vicenda i contorni di un’esecuzione mirata e solleva pesanti interrogativi sull’esistenza di una rete di complici di altissimo livello.

Secondo quanto si apprende da fonti investigative e dai primi resoconti della stampa ucraina, il corpo della donna è stato scoperto dagli agenti della polizia locale in un’area periferica della capitale attorno alle 23:00 di lunedì sera. Berezovska sarebbe stata uccisa a colpi d’arma da fuoco. La svolta ancor più inquietante della vicenda risiede però nei primi provvedimenti restrittivi scattati subito dopo il ritrovamento del corpo: le autorità di Kiev hanno infatti fermato due persone fortemente indiziate per il delitto, si tratterebbe di un ufficiale in servizio attivo all’interno del GUR (la potente Direzione principale dell’intelligence militare ucraina) e di un ex membro delle forze dell’ordine.

Anastasiia Berezovska, che ufficialmente risultava residente a Francoforte in Germania, era attivamente ricercata in tutto il mondo con un “mandato codice rosso” spiccato dall’Interpol lo scorso 3 luglio. Su di lei pendevano le gravissime accuse di tentato omicidio tramite ordigno esplosivo, associazione a delinquere e strage. Gli inquirenti di Monaco l’avevano identificata grazie a un minuzioso esame delle telecamere di videosorveglianza urbana e alla testimonianza di un cittadino che l’aveva incrociata nei giorni precedenti l’attentato del 29 giugno. I filmati avevano rivelato che la 39enne aveva effettuato diversi sopralluoghi sul posto travestendosi da uomo per non dare nell’occhio, prima di piazzare la borsa contenente la bomba azionata poi a distanza con un telecomando all’ingresso dell’abitazione dell’imprenditore.

L’obiettivo del raid dinamitardo, Vadim Ermolaev, è un ricchissimo costruttore originario di Dnipro con cittadinanza cipriota, finito nel mirino delle sanzioni governative ucraine nel 2023 per via dei suoi persistenti legami economici con la Russia nei territori occupati della Crimea. Nell’esplosione, che ha scosso la proverbiale sicurezza del Principato, l’oligarca, la compagna e il figlio adolescente erano rimasti gravemente feriti. Subito dopo l’azione, Berezovska era riuscita a dileguarsi a bordo di un’auto a noleggio varcando il confine italiano a Ventimiglia, per poi far perdere temporaneamente le sue tracce attraverso la Svizzera. La sua uccisione a Kiev e il coinvolgimento di un agente del GUR alimentano i sospetti che l’attentato a Montecarlo potesse far parte di un’operazione coperta o di una sanguinosa epurazione interna legata ai contesti della guerra e del controllo degli asset oligarchici.

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