Giro di vite sui social per i minori: la svolta dell’Unione Europea con il Kids Act

Afp - social media

Stop alle iscrizioni sotto i 13 anni e stretta sugli algoritmi che generano dipendenza: la Commissione presenta la proposta di legge che ribalta le responsabilita delle piattaforme online.

di Redazione

(EN24) – L’Unione Europea lancia una stretta decisa per tutelare i piu giovani nell’ecosistema digitale. Con la presentazione ufficiale dell’EU Kids Act, la Commissione europea ha tracciato nuove regole destinate a cambiare radicalmente l’accesso ai social media e la fruizione dei contenuti online da parte di bambini e adolescenti. La misura stabilisce un divieto d’iscrizione per chi ha meno di 13 anni, definendo al contempo un’eta minima di 15 anni per l’apertura in autonomia di un profilo sulle piattaforme digitali.

Per la fascia compresa tra i 13 e i 15 anni, l’accesso sara consentito unicamente attraverso il controllo parentale e la gestione di account collegati a quelli dei genitori. Questi profili ridotti prevederanno limitazioni rigide sul tempo di utilizzo giornaliero, impostato a un massimo di un’ora, oltre a restrizioni sui contatti esterni. Anche per i bambini di eta compresa tra i 3 e i 12 anni la fruizione sara vincolata ai dispositivi degli adulti, limitata a servizi di condivisione video idonei e confinata all’interno di una soglia temporale definita.

Il provvedimento punta a scardinare anche le architetture digitali studiate per trattenere gli utenti sulle piattaforme. Vengono messi al bando lo scorrimento infinito dei contenuti, l’invio di notifiche push durante le ore notturne e i meccanismi di ricompensa automatica. Particolare attenzione viene riservata all’intelligenza artificiale: i chatbot e i compagni virtuali dovranno rimanere disattivati di default per i minorenni, evitando di simulare dinamiche affettive capaci di creare dipendenza emotiva. Inoltre, tutti i profili degli under 18 saranno privati di default, mantenendo disattivati geolocalizzazione, fotocamera e microfono.

Una delle novita piu rilevanti del Kids Act riguarda l’inversione dell’onere della prova. Non spettera piu agli utenti o alle famiglie segnalare la pericolosita di un servizio, ma saranno i colossi tecnologici a dover dimostrare preventivamente che le proprie piattaforme sono sicure fin dalla progettazione. La verifica dell’eta avverra attraverso strumenti avanzati a tutela della privacy, senza la conservazione di dati biometrici. Il testo della proposta passa ora all’esame del Parlamento e del Consiglio europeo per l’inizio dell’iter legislativo.

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