Iran-Usa, intesa preliminare per 60 giorni di tregua: manca il via libera di Trump

Manifesti in Iran - Afp

Il memorandum aprirebbe la strada ai negoziati sul nucleare e alla riapertura dello Stretto di Hormuz, ma gli scontri nella regione rendono fragile ogni passo diplomatico

di Redazione

(EN24) – Stati Uniti e Iran avrebbero raggiunto un’intesa preliminare per estendere di 60 giorni il cessate il fuoco e avviare nuovi negoziati sul programma nucleare di Teheran. L’accordo, però, non è ancora definitivo: manca il via libera del presidente americano Donald Trump, che avrebbe chiesto ancora tempo prima di dare l’approvazione finale.

Il memorandum d’intesa rappresenterebbe il primo vero spiraglio diplomatico dopo settimane di tensioni militari tra Washington e Teheran. La bozza prevede una tregua temporanea, l’apertura di un tavolo sul nucleare iraniano e misure per garantire il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici più delicati per il commercio mondiale di petrolio e gas.

Tra i punti centrali dell’intesa ci sarebbe l’impegno dell’Iran a garantire il transito senza restrizioni nello Stretto, senza pedaggi o interferenze, e a rimuovere eventuali mine entro 30 giorni. In cambio, gli Stati Uniti sarebbero pronti a discutere un alleggerimento di alcune sanzioni e un meccanismo per facilitare l’arrivo di aiuti umanitari e beni essenziali verso la Repubblica islamica.

La partita più delicata resta però il nucleare. Il memorandum aprirebbe una finestra negoziale di due mesi per affrontare i nodi dell’arricchimento dell’uranio, delle scorte già accumulate da Teheran e delle garanzie richieste da Washington per impedire lo sviluppo di armi atomiche. È proprio su questo terreno che le distanze politiche restano più profonde.

Secondo le ricostruzioni internazionali, i negoziatori avrebbero chiuso i dettagli principali a Doha, con il coinvolgimento di mediatori regionali. L’Iran avrebbe già ottenuto un’approvazione politica interna, mentre la parte americana sarebbe ancora in attesa della decisione finale di Trump. Il presidente Usa, secondo le fonti citate dalla stampa americana, non avrebbe respinto l’accordo ma avrebbe chiesto alcuni giorni per valutarlo.

Il quadro resta comunque estremamente instabile. Nelle stesse ore in cui si parlava di intesa, nello Stretto di Hormuz si sono registrati nuovi episodi militari. Le forze statunitensi hanno riferito di aver colpito droni iraniani e una postazione di controllo nei pressi di Bandar Abbas, mentre i Pasdaran hanno annunciato un attacco contro una base americana nella regione, presentandolo come risposta alle azioni di Washington.

Questa sovrapposizione tra diplomazia e scontri sul campo mostra quanto sia fragile il percorso verso una tregua reale. Da un lato, le parti sembrano consapevoli del rischio di un conflitto più ampio e dell’impatto economico globale di una crisi prolungata nel Golfo. Dall’altro, ogni incidente militare può riaprire la spirale delle ritorsioni e far saltare il negoziato.

Anche i mercati guardano con attenzione agli sviluppi. La riapertura stabile dello Stretto di Hormuz avrebbe effetti immediati sulle rotte energetiche e sui prezzi del petrolio, mentre una nuova escalation potrebbe aggravare le tensioni sulle forniture e aumentare la pressione su economie già esposte al caro energia.

Per ora, l’intesa resta una bozza politicamente significativa ma non ancora operativa. La firma di Trump è il passaggio decisivo: senza il via libera della Casa Bianca, il memorandum rimarrebbe un documento negoziale senza effetti concreti. Con l’approvazione, invece, si aprirebbe una fase di 60 giorni nella quale diplomazia, sicurezza marittima e dossier nucleare tornerebbero a essere trattati nello stesso tavolo.

La sensazione è che nessuna delle due parti voglia assumersi apertamente la responsabilità di far fallire il negoziato. Ma il tempo è stretto e il margine d’errore minimo: tra Hormuz, sanzioni e nucleare, l’intesa tra Iran e Stati Uniti resta appesa alla decisione del presidente americano e alla capacità di evitare nuovi incidenti nelle prossime ore.

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