Legge Elettorale: maggioranza battuta alla Camera sulle preferenze

X - La premier Giorgia Meloni al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica a Palermo

Clamoroso a Montecitorio: l’emendamento per reintrodurre la scelta dei candidati respinto per un solo voto a scrutinio segreto. Tensione nel centrodestra e spettro dei franchi tiratori.

di Redazione

(EN24) – Un solo, decisivo voto di scarto ha consumato una clamorosa e inattesa spaccatura politica all’interno dell’Aula di Montecitorio. La Camera dei deputati ha bocciato, a scrutinio segreto, il testo bipartisan mirato a introdurre il sistema delle preferenze nella nuova legge elettorale comunemente battezzata “Stabilicum”. L’esito finale della votazione ha registrato 187 voti favorevoli e 188 contrari, sancendo la sconfitta del delicato emendamento a prima firma Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc.

La proposta, rimasta priva delle firme formali di Lega e Forza Italia nonostante i tentativi di mediazione della vigilia, prevedeva un meccanismo misto: un capolista “bloccato” blindato dalle segreterie dei partiti e la possibilità per i cittadini di esprimere fino a tre preferenze (con l’obbligo di alternanza di genere) per gli altri candidati su un totale di sei nomi. Lo scrutinio segreto, richiesto compattamente dalle opposizioni, ha dato spazio a un’ampia schiera di circa 30 franchi tiratori interni al centrodestra, determinando lo scivolone dell’esecutivo su un nodo cruciale della riforma.

Durissima la reazione a caldo della premier Giorgia Meloni, che ha affidato il proprio sfogo ai canali social: “Ci abbiamo provato. Ha vinto di nuovo la palude, abbiamo provato a reintrodurre le preferenze nella legge elettorale dopo più di 30 anni di liste bloccate”. La presidente del Consiglio non ha nascosto l’irritazione per le defezioni interne alla coalizione di governo, aggiungendo in modo netto che “anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione”. Tajani e Lupi hanno provato a derubricare l’accaduto a un semplice “incidente di percorso”, ma le opposizioni cantano vittoria e ritirano in blocco i propri emendamenti parlando di una “farsa svelata”. Ora l’intero testo della riforma elettorale si appresta a passare al Senato, dove si preannuncia una battaglia politica ancora più aspra.

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