Leone XIV al Regina Caeli: “Dio non ci lascia soli nelle prove della vita”

Una vista di Piazza San Pietro (@Vatican Media)

Davanti a circa 25mila fedeli in Piazza San Pietro, il Papa ha riflettuto sul Vangelo di Giovanni: l’amore di Dio non è un ricatto, ma la sorgente da cui nasce la capacità di amare gli altri.

di Redazione

(EN24) – Al Regina Caeli del 10 maggio, Papa Leone XIV ha richiamato i fedeli al significato più profondo dell’amore cristiano, partendo dalle parole di Gesù nell’Ultima Cena: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti”. Un’affermazione che, secondo il Pontefice, non va letta come una condizione imposta da Dio, ma come il segno di una relazione libera, fondata su un amore che viene prima di ogni risposta umana.

Parlando a circa 25mila persone riunite in Piazza San Pietro, Leone XIV ha spiegato che non siamo amati da Dio perché osserviamo i comandamenti; al contrario, è l’amore di Dio a rendere possibile una vita giusta. La fede, dunque, non nasce da un rapporto fatto di paura o di ricatti, ma dall’accoglienza di un dono gratuito che trasforma il modo di vivere e di entrare in relazione con gli altri.

Il Papa ha insistito sul valore delle relazioni autentiche, quelle che non si reggono su “ma” e “forse”, ma su un amore fedele, puro e incondizionato. L’amore di Cristo, ha sottolineato, genera altro amore: chi si scopre amato da Dio può imparare ad amare davvero, senza possedere l’altro e senza pretendere qualcosa in cambio.

Al centro della catechesi anche la promessa del Paraclito, lo Spirito Santo, presentato come difensore e sostegno nelle prove della vita. Per Leone XIV, lo Spirito è il segno che Dio non abbandona l’uomo, neppure quando il mondo sembra ostinarsi nel male, nell’oppressione dei poveri, nell’esclusione dei deboli e nell’uccisione degli innocenti.

Il Pontefice ha quindi invitato i fedeli a riconoscere nei comandamenti non un peso, ma un “ordine di vita” capace di guarire dai falsi amori e di orientare alla salvezza. In questa prospettiva, la vita cristiana diventa testimonianza concreta di un Dio che è amore e che, attraverso lo Spirito, unisce gli uomini come popolo di fratelli e sorelle nella Chiesa.

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