Milan, rivoluzione dopo il flop Champions: Cardinale manda via Allegri, Furlani, Moncada e Tare

Dopo la sconfitta con il Cagliari e l’esclusione dalla Champions League, il club rossonero cambia tutto: resta solo Ibrahimovic, destinato ad avere un ruolo più centrale. Tifosi delusi e San Siro tra fischi e contestazione

di Redazione

(EN24) – Il Milan volta pagina dopo una stagione chiusa nel modo peggiore. La mancata qualificazione alla Champions League ha provocato una vera rivoluzione interna: Massimiliano Allegri non è più l’allenatore rossonero e con lui lasciano anche l’amministratore delegato Giorgio Furlani, il direttore sportivo Igli Tare e il dirigente dell’area tecnica Geoffrey Moncada. La decisione è stata presa dalla proprietà guidata da Gerry Cardinale, dopo il crollo finale e la sconfitta casalinga contro il Cagliari.

Il verdetto sportivo pesa come un macigno. Il Milan ha chiuso al quinto posto, fuori dalla zona Champions, dopo aver perso 2-1 a San Siro contro il Cagliari nell’ultima giornata. Una sconfitta che ha fatto esplodere la delusione della tifoseria rossonera, tra fischi, rabbia e contestazioni per un obiettivo mancato che la società considerava fondamentale.

La proprietà ha definito la stagione un fallimento netto, legato soprattutto al mancato accesso alla massima competizione europea. L’azzeramento dell’area tecnica e dirigenziale segna quindi l’apertura di una nuova fase, con l’intenzione di ricostruire rapidamente il progetto sportivo in vista della prossima stagione.

Allegri paga il crollo nel momento decisivo del campionato. Dopo una prima parte di stagione competitiva, il Milan ha perso continuità nelle ultime settimane, lasciandosi sfuggire la qualificazione Champions proprio nel finale. Il tecnico si era assunto la responsabilità del risultato, ma la riflessione della società si è trasformata in una scelta drastica.

In questo scenario si salva Zlatan Ibrahimovic, che secondo il Corriere della Sera avrà ora un ruolo più centrale nella nuova struttura rossonera. Cardinale sembra intenzionato a concentrare maggiormente le decisioni strategiche e sportive, affidando allo svedese un peso più significativo nella ripartenza del club.

Per il Milan si apre ora una fase delicatissima. L’assenza dalla Champions rappresenta un colpo sportivo, economico e d’immagine, mentre la tifoseria chiede risposte immediate dopo un finale di stagione vissuto come una grande occasione sprecata. La rivoluzione è già iniziata: ora serviranno scelte rapide su allenatore, dirigenza e mercato per restituire credibilità a un ambiente profondamente deluso.

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