Mondiali 2026, comincia il conto alla rovescia: il torneo più grande di sempre tra Usa, Messico e Canada

Dal 11 giugno al 19 luglio la prima Coppa del Mondo con 48 squadre e 104 partite. L’Italia resta fuori, ma la Rai prepara una copertura multipiattaforma tra tv, radio, web e social

di Redazione

(EN24) – Il conto alla rovescia è iniziato. I Mondiali di calcio 2026 si preparano ad aprire una nuova pagina nella storia del torneo: per la prima volta la Coppa del Mondo sarà ospitata da tre Paesi, Stati Uniti, Messico e Canada, e per la prima volta vedrà al via 48 nazionali, contro le 32 delle edizioni precedenti. Un’edizione extralarge, pensata per allargare la platea globale del calcio e trasformare il torneo in un grande evento sportivo, televisivo e digitale.

Il calcio d’inizio è fissato per giovedì 11 giugno, mentre la finale si giocherà domenica 19 luglio. In poco più di cinque settimane andranno in scena 104 partite, distribuite tra 16 città e stadi simbolo del Nord America. L’apertura avrà un forte valore storico e geografico: il Messico tornerà protagonista da Paese ospitante, mentre Stati Uniti e Canada completeranno una manifestazione costruita su scala continentale.

L’Italia, ancora una volta, sarà assente. Dopo le mancate qualificazioni del 2018 e del 2022, gli Azzurri resteranno fuori anche dal Mondiale 2026, una ferita sportiva che pesa sul movimento calcistico nazionale. La presenza italiana sarà affidata soprattutto ad allenatori e giocatori sparsi tra le altre nazionali, oltre che al racconto televisivo e giornalistico dell’evento.

La formula allargata cambia anche il peso sportivo della competizione. Con 48 squadre, il Mondiale diventa più inclusivo e apre la porta a nazionali emergenti, storie nuove e Paesi che raramente hanno avuto accesso alla vetrina più importante del calcio. Accanto alle grandi favorite, dalla Francia all’Argentina, dalla Spagna al Brasile, ci saranno selezioni capaci di portare culture calcistiche meno abituali ma sempre più competitive.

Per il pubblico italiano, il torneo sarà anche una sfida di orari e abitudini. La distanza con Nord America e Centro America porterà molte partite in fasce serali e notturne, con un impatto diverso rispetto ai Mondiali giocati in Europa o in Medio Oriente. La gestione dei fusi orari diventerà parte del racconto, soprattutto nelle fasi decisive.

La Rai ha annunciato una copertura multipiattaforma ampia, con 35 partite in chiaro, tra cui la gara inaugurale, le semifinali e la finale. La tv pubblica garantirà anche i diritti radiofonici non esclusivi di tutte le partite e una presenza costante su RaiNews.it, RaiPlay, RaiPlay Sound, notiziari, programmi sportivi e canali social.

Su RaiNews.it il Mondiale sarà raccontato con risultati in tempo reale, cronache testuali, highlights, mappe, calendari, statistiche, video e contenuti originali dagli inviati. L’obiettivo è costruire una copertura continua, non limitata alla diretta delle partite, ma capace di seguire anche città, tifosi, culture, storie personali e fenomeni digitali collegati al torneo.

Accanto alla Rai, DAZN trasmetterà in Italia tutte le 104 partite della competizione, proponendosi come piattaforma per chi vorrà seguire integralmente il Mondiale. Il quadro dei diritti conferma così una doppia dimensione: da una parte l’accesso gratuito in chiaro agli incontri principali, dall’altra la copertura completa in streaming dell’intero torneo.

Il Mondiale 2026 sarà anche un grande evento urbano e logistico. Le sedici città ospitanti dovranno gestire flussi enormi di tifosi, viaggi interni, sicurezza, trasporti e accoglienza. Per molti appassionati, seguire la Coppa del Mondo significherà attraversare tre Paesi e distanze molto più ampie rispetto alle edizioni tradizionali.

Il torneo arriva inoltre in una fase in cui il calcio mondiale è sempre più intrecciato con media digitali, piattaforme globali e racconto social. Highlights, contenuti brevi, clip dagli spogliatoi, interviste e aggiornamenti live saranno parte integrante dell’esperienza, soprattutto per le generazioni più giovani, che vivranno il Mondiale non solo davanti alla tv ma anche su smartphone, app e social network.

Sul piano sportivo, l’attesa resta enorme. L’Argentina si presenterà da campione in carica, mentre le grandi europee cercheranno di riprendersi la scena. Il Brasile inseguirà il ritorno al vertice, la Francia conferme, la Spagna una nuova generazione vincente. Le nazionali ospitanti, Stati Uniti, Messico e Canada, avranno invece il vantaggio del pubblico e la responsabilità di rappresentare il calcio nordamericano davanti al mondo.

Il Mondiale senza Italia sarà comunque un evento centrale per milioni di appassionati. La mancanza degli Azzurri ridurrà inevitabilmente il coinvolgimento emotivo nazionale, ma non cancellerà il peso globale di una competizione che resta il massimo palcoscenico del calcio.

L’edizione 2026 segna dunque un cambio di scala. Più squadre, più partite, più Paesi, più piattaforme, più pubblico. Sarà un Mondiale sportivo, tecnologico e culturale, destinato a misurare non solo la forza delle nazionali in campo, ma anche la capacità del calcio di restare linguaggio universale in un mondo sempre più frammentato.

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