Piscine più sicure, stretta del Parlamento: stop agli impianti con bocchettoni fuori norma

La piscina comunale di Monterotondo, in provincia di Roma, dove è morto un bimbo di 5 anni

La Camera approva un emendamento al decreto Sport: i gestori dovranno adeguare le strutture o saranno costretti a chiuderle. La misura arriva dopo una serie di tragedie che hanno coinvolto soprattutto bambini.

di Redazione

(EN24) – Arriva una stretta sulla sicurezza delle piscine in Italia. La Camera dei deputati ha approvato un emendamento al decreto Sport che introduce l’obbligo di mettere in sicurezza gli impianti dotati di grate e bocchettoni di aspirazione non conformi alle norme vigenti. In caso di mancato adeguamento, le piscine potranno essere chiuse. La misura nasce con l’obiettivo di prevenire il cosiddetto “effetto ventosa”, uno dei principali rischi legati agli impianti di aspirazione delle vasche.

L’intervento legislativo arriva in un periodo segnato da numerosi incidenti. Secondo i dati richiamati durante l’esame parlamentare, negli ultimi quattro anni si sono registrati 75 decessi in piscina, alcuni dei quali riconducibili a carenze negli impianti di sicurezza. Proprio nelle stesse ore dell’approvazione dell’emendamento, un bambino di cinque anni è morto nella piscina comunale di Monterotondo, nel Lazio, episodio che ha ulteriormente riacceso il dibattito sulla necessità di rafforzare le misure di prevenzione.

La norma, sostenuta in maniera bipartisan, si applicherà sia alle piscine pubbliche sia a quelle private aperte al pubblico. I proprietari e i gestori dovranno verificare la conformità degli impianti di aspirazione e procedere agli eventuali lavori di adeguamento. In caso contrario, le strutture non potranno continuare l’attività.

Il provvedimento rappresenta un primo passo nell’ambito del più ampio disegno di legge quadro sulla sicurezza delle piscine, attualmente all’esame del Parlamento. La futura normativa punta a uniformare gli standard di sicurezza su tutto il territorio nazionale, superando l’attuale frammentazione tra le diverse discipline regionali e rendendo obbligatori requisiti tecnici finora applicati in modo non omogeneo.

Gli esperti del settore ricordano che, oltre all’adeguamento degli impianti, resta fondamentale il rispetto delle norme di vigilanza, la presenza di personale qualificato e la costante supervisione dei minori durante le attività in acqua. La prevenzione, sottolineano gli operatori, continua a rappresentare lo strumento più efficace per ridurre il numero di incidenti e salvare vite umane.

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