Il Circolo chiarisce le ragioni del dissenso al documento della maggioranza e ribadisce il sostegno ai lavoratori. Al centro della contestazione, una distinzione sostanziale: non condividere un comunicato non significa negare solidarietà alle famiglie.
di Redazione
SAN GIORGIO JONICO – Un comunicato di vicinanza ai lavoratori dell’ex ILVA avrebbe dovuto raccogliere la comunità attorno alle preoccupazioni di tante famiglie. La nota del 12 ottobre firmata dal Presidente del Consiglio comunale Pietro Venneri ha invece aperto una polemica per una precisazione inserita nelle prime righe: «fatta eccezione del gruppo di Fratelli D’Italia». Un inciso che esclude espressamente FdI dall’espressione di solidarietà attribuita all’Amministrazione comunale e al resto del Consiglio, senza spiegare le ragioni del dissenso. È su questa omissione, e sul significato che finisce per assumere agli occhi dei cittadini, che si concentra la contestazione del Circolo cittadino.
Il documento di Venneri richiama questioni fondamentali: la mobilitazione dei lavoratori dello stabilimento, dell’appalto e dei servizi, la tutela del reddito e dell’occupazione, la difesa della salute e dell’ambiente. Chiede inoltre al Governo di aprire tempestivamente un confronto sul futuro dei lavoratori e del territorio. All’interno di questo messaggio, però, l’esclusione nominativa di una forza politica introduce una divisione senza chiarire se riguardi la solidarietà in sé oppure l’impostazione del testo. Una differenza tutt’altro che secondaria, soprattutto in una comunicazione firmata dal Presidente del Consiglio comunale.
A seguito della diffusione della nota è arrivata la risposta di Fratelli d’Italia, che ha rivendicato senza ambiguità la propria posizione: «Esprimiamo la nostra più profonda vicinanza, la nostra piena solidarietà e la massima partecipazione alle sofferenze di tutti i lavoratori coinvolti nella drammatica e complessa vertenza dell’ex Ilva». Il Circolo riserva un pensiero particolare ai concittadini e alle loro famiglie, alle prese con l’incertezza occupazionale ed economica, e precisa: «La tutela dei posti di lavoro, del reddito e della salute dei cittadini del nostro territorio rappresenta per noi un caposaldo prioritario e non negoziabile».
La replica chiarisce quindi il punto che nel comunicato di Venneri rimaneva privo di spiegazione: il dissenso riguardava il documento della maggioranza, non la vicinanza ai lavoratori. «Tuttavia, ci siamo dovuti necessariamente dissociare dal documento condiviso dalla maggioranza», scrive il Circolo, motivando la decisione con un giudizio critico sull’impostazione della nota, ritenuta inutilmente polemica e finalizzata ad attaccare l’attuale Governo. È una valutazione politica di Fratelli d’Italia, che nella propria risposta contesta l’attribuzione delle responsabilità della crisi all’Esecutivo in carica e richiama invece le scelte compiute dai governi precedenti.
Si può condividere o contestare questa lettura delle responsabilità politiche, ma resta una distinzione che una comunicazione istituzionale avrebbe dovuto rendere comprensibile: non aderire a un testo non equivale a sottrarsi alla solidarietà verso chi vive una crisi occupazionale. Accostare l’eccezione relativa a FdI alla dichiarazione di vicinanza, senza illustrarne le motivazioni, lascia invece spazio proprio a questa interpretazione. È qui che emerge la stortura della nota: una divergenza sui contenuti e sui toni viene presentata in una forma che può essere letta come estraneità al sostegno ai lavoratori.
Il comunicato del Circolo aggiunge anche un elemento sul confronto che avrebbe preceduto la pubblicazione. Fratelli d’Italia riferisce di «interlocuzioni e tentativi di mediazione intrapresi per evitare inutili strumentalizzazioni politiche» e accusa la maggioranza di avere comunque proseguito per la propria strada, rimarcando il dissenso del gruppo. Secondo la ricostruzione del Circolo, dunque, la mancata adesione sarebbe stata preceduta da un tentativo di trovare un’intesa. Un passaggio che rende ancora più rilevante l’assenza, nella nota firmata da Venneri, di qualsiasi spiegazione sulle ragioni della distanza politica.
La scelta comunicativa compiuta in nome dell’Amministrazione Fabbiano appare per questo impropria: rende visibile l’esclusione, ma non permette ai cittadini di comprenderne il contesto. Sarebbe stato più corretto distinguere il sostegno alla vertenza dall’adesione a quel particolare documento, riportando con precisione le diverse posizioni. La responsabilità di chi comunica dalle istituzioni consiste anche in questo: evitare che una formulazione incompleta trasformi un dissenso politico in un giudizio sulla sensibilità degli avversari verso le difficoltà delle famiglie.
La risposta di Fratelli d’Italia si chiude con un impegno esplicito: «Continueremo a stare al fianco dei nostri concittadini con serietà, fatti concreti e responsabilità istituzionale». È su questo terreno che tutte le forze politiche saranno chiamate a misurarsi. Perché la vertenza ex ILVA richiede risposte sul lavoro, sulla salute e sul futuro del territorio; e la solidarietà verso chi ne sopporta il peso merita di essere rappresentata con chiarezza, senza trasformarla in uno strumento di contrapposizione.



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