Spagna, tragedia ferroviaria a Toledo: 68 morti nello scontro tra un AVE e un treno Iryo

Il convoglio Renfe ha tamponato un treno Iryo fermo sulla linea ad alta velocità Madrid-Siviglia. Oltre cento i feriti, decine in gravi condizioni. Sotto esame il guasto al sistema di sicurezza LZB e le comunicazioni del centro di controllo

di Redazione

(EN24) – È di almeno 68 morti e oltre cento feriti il bilancio, ancora provvisorio, del gravissimo incidente ferroviario avvenuto mercoledì 28 ottobre in Spagna, lungo la linea ad alta velocità Madrid-Siviglia, nel territorio di Urda, in provincia di Toledo. A scontrarsi sono stati un AVE di Renfe e un treno della compagnia Iryo, entrambi diretti verso sud. L’impatto è avvenuto poco prima delle 9 del mattino e ha provocato il deragliamento di diversi vagoni. Alcune carrozze sono finite lungo una scarpata, rendendo particolarmente complesse le operazioni di soccorso.

Sui due convogli viaggiavano complessivamente 544 persone. Il treno Iryo 6076, partito dalla stazione madrilena di Atocha alle 7.54 e diretto a Siviglia, trasportava 147 passeggeri, tra cui un neonato, oltre al personale di bordo. L’AVE Renfe 02080 era partito pochi minuti dopo, intorno alle 8, con 397 passeggeri. Secondo l’ultimo bilancio disponibile, 44 delle vittime viaggiavano sull’Iryo e 24 sull’AVE. Decine di feriti sono stati trasferiti negli ospedali della Castiglia-La Mancia e delle comunità vicine; molti versano in condizioni gravi.

La dinamica che sta emergendo dalle prime ricostruzioni è particolarmente delicata. Il treno Iryo si trovava fermo sulla stessa linea sulla quale sopraggiungeva l’AVE. Quest’ultimo lo avrebbe raggiunto da dietro, urtandolo violentemente. Il tamponamento ha provocato il deragliamento di più carrozze: alcune del convoglio Iryo sono precipitate lungo un terrapieno, mentre diversi vagoni dell’AVE sono usciti dai binari.

Le indagini si stanno concentrando soprattutto su quanto accaduto nei minuti precedenti allo scontro. In mattinata si sarebbe verificato un guasto al sistema LZB, il dispositivo di sicurezza utilizzato sulla linea ad alta velocità per controllare la marcia dei treni e regolarne automaticamente la velocità. Il malfunzionamento avrebbe provocato l’arresto di diversi convogli lungo un tratto della linea Madrid-Andalusia.

Dopo il guasto, la gestione della circolazione sarebbe passata a una modalità manuale coordinata dal centro di controllo di Adif. È proprio questa fase a essere ora al centro degli accertamenti. Secondo quanto ricostruito finora, l’AVE avrebbe ricevuto l’autorizzazione a riprendere la marcia dopo essersi fermato a causa dell’avaria del sistema. Il convoglio avrebbe successivamente accelerato fino a raggiungere una velocità elevata, percorrendo diversi chilometri prima di incontrare sulla stessa linea il treno Iryo ancora fermo.

Il ministro spagnolo dei Trasporti Óscar Puente ha definito le circostanze dell’incidente difficili da spiegare e ha confermato che il sistema LZB aveva subito un’avaria. Gli investigatori stanno verificando le comunicazioni avvenute tra i macchinisti e il centro di controllo, gli ordini impartiti agli equipaggi e le procedure seguite dopo il passaggio dalla gestione automatizzata a quella manuale.

La Guardia Civil ha già raccolto le testimonianze del personale presente nel centro di controllo di Adif e di altri operatori coinvolti nella gestione del traffico ferroviario. Saranno analizzati anche i dati registrati dai convogli, le cosiddette “scatole nere”, fondamentali per stabilire velocità, frenate, segnalazioni ricevute e comunicazioni effettuate nei minuti precedenti all’impatto.

Uno degli interrogativi principali riguarda proprio il motivo per cui l’AVE abbia potuto riprendere la marcia a velocità sostenuta mentre un altro treno si trovava ancora fermo lungo lo stesso tratto di linea. Le autorità spagnole hanno però invitato alla prudenza, sottolineando che la ricostruzione tecnica è ancora in corso e che qualsiasi conclusione sulle responsabilità sarebbe prematura.

Le operazioni di soccorso sono proseguite per tutta la giornata e anche durante la notte. Vigili del fuoco, Guardia Civil, protezione civile, personale sanitario e unità specializzate hanno lavorato tra le lamiere dei vagoni per raggiungere i passeggeri rimasti intrappolati. La conformazione del terreno e la posizione di alcune carrozze finite lungo la scarpata hanno reso particolarmente difficile l’intervento.

Gli ospedali della zona hanno attivato i piani di emergenza e richiamato personale sanitario. Cinquantatré feriti risultavano ancora ricoverati nella tarda serata di mercoledì, mentre l’Istituto di Medicina Legale di Toledo ha avviato le procedure per l’identificazione delle vittime e le autopsie. Le autorità non escludono che il numero dei morti possa ancora aumentare con il completamento delle operazioni di recupero.

L’incidente ha provocato la sospensione della circolazione ferroviaria ad alta velocità tra Madrid e l’Andalusia. Renfe ha cancellato numerosi collegamenti verso Siviglia e Malaga, comprese alcune tratte provenienti da Barcellona e Valencia, mentre anche Iryo ha sospeso i servizi diretti verso il sud della Spagna. Le compagnie stanno predisponendo soluzioni alternative per i passeggeri coinvolti.

La tragedia di Urda arriva a soli nove mesi dal grave incidente ferroviario di Adamuz, in provincia di Cordova, dove a gennaio persero la vita 46 persone. Due eventi distinti, ma temporalmente molto vicini, che hanno riaperto in Spagna il dibattito sulla sicurezza della rete ad alta velocità, sui sistemi di segnalamento e sulle procedure da adottare quando le tecnologie automatiche vengono meno.

Il governo spagnolo ha assicurato che verranno accertate tutte le responsabilità e che saranno resi pubblici i risultati dell’indagine tecnica. Parallelamente è stata aperta un’inchiesta giudiziaria, affidata al tribunale competente di Orgaz. Anche la magistratura ha disposto l’acquisizione della documentazione tecnica e delle registrazioni necessarie a ricostruire la catena degli eventi.

Il punto centrale resta ora capire cosa sia accaduto nei minuti compresi tra il guasto del sistema LZB e l’impatto delle 8.53. In quel breve intervallo si concentrano le domande alle quali dovranno rispondere gli investigatori: perché l’Iryo era ancora fermo sulla linea, quale autorizzazione abbia ricevuto l’AVE, a quale velocità stesse viaggiando e quali informazioni fossero disponibili al centro di controllo.

La Spagna piange intanto una delle più gravi tragedie ferroviarie della sua storia recente. Dietro il bilancio delle vittime ci sono centinaia di passeggeri che avevano iniziato un normale viaggio mattutino tra Madrid e l’Andalusia. In pochi minuti, un guasto tecnico e una sequenza ancora da ricostruire hanno trasformato quella tratta in uno scenario di devastazione.

Ora saranno le indagini tecniche e giudiziarie a stabilire come sia stato possibile che due treni ad alta velocità finissero sulla stessa linea fino a scontrarsi. Per le famiglie delle vittime e per l’intero Paese resta, prima di tutto, il peso di una tragedia che chiede risposte precise.

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