Dalla sede Storia e Istituzionale del Casato
Caprioli di Pisciotta – Ci sono incontri destinati a consumarsi in pochi istanti e altri che, invece, restano impressi nella memoria collettiva come pagine di storia, di fede e di umanità. Quello avvenuto il giorno, 08 maggio 2026, nella maestosa Piazza del Plebiscito, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Sotto il cielo di Napoli, tra il silenzio carico di emozione della folla e il respiro antico della città partenopea, il Maresciallo Ordinario Giacomo Paciolla, Autiere dell’Esercito Italiano, ha incontrato Sua Santità Papa Leone XIV durante la visita del Pontefice alla città. Ma quel saluto non è stato soltanto il gesto formale di un servitore dello Stato verso il Santo Padre: è stato il simbolo di una missione, di una storia e di valori che attraversano il tempo. Il Maresciallo Paciolla era presente in rappresentanza dello storico Casato Antinolfi, realtà profondamente legata ai principi della solidarietà, della tradizione e del servizio verso il prossimo. Da anni, infatti, il militare è impegnato attivamente nelle iniziative sociali del Casato, dedicando tempo, energie e cuore soprattutto ai ragazzi speciali, portando avanti con discrezione e amore una vera opera di sostegno umano e morale. E proprio quell’impegno silenzioso ha toccato il cuore del Pontefice. Dopo aver ascoltato il racconto delle attività svolte dal rappresentante del Casato Antinolfi, Papa Leone ha voluto compiere un gesto semplice ma dal significato profondissimo: donare al Maresciallo una coroncina benedetta, accompagnandola con parole di incoraggiamento affinché continui la sua missione accanto ai più fragili. Un dono spirituale che vale come una carezza della Chiesa a chi sceglie ogni giorno di servire gli altri. “Un giorno che resterà nel cuore”, hanno commentato con emozione i presenti. E in effetti, osservando quel momento, sembrava quasi che Napoli intera si fosse fermata. L’uniforme del Maresciallo non rappresentava soltanto il dovere militare, ma diventava ponte tra istituzioni, fede e tradizione. Nei suoi occhi si leggeva l’orgoglio di chi porta con sé non solo il nome dell’Esercito Italiano, ma anche quello del Casato Antinolfi, custode di valori antichi che ancora oggi trovano forza nell’impegno concreto verso il sociale. È stato un abbraccio ideale tra la spada e la croce. Tra la fedeltà alla Patria e la devozione verso Dio. Tra Napoli e la sua anima più autentica. Il Casato Antinolfi, attraverso il Maresciallo Paciolla, ha mostrato ancora una volta il volto più nobile dell’appartenenza: non privilegio, ma responsabilità; non memoria sterile del passato, ma presenza viva nel presente, accanto a chi ha bisogno. E forse è proprio questo il messaggio più forte lasciato dalla giornata di dell’08: i valori veri non tramontano mai. Servizio, fede, solidarietà, appartenenza continuano a vivere negli uomini che scelgono di trasformare il proprio ruolo in testimonianza quotidiana. Napoli applaude. La Chiesa benedice. E il nome del Casato Antinolfi risplende, ancora una volta, nella luce delle opere e dell’umanità.

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