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Violenza e criminalità, cosa ne pensano i giovani barlettani?

L’ennesimo caso di cronaca nera nel giro di pochi mesi rialza un polverone di malessere nella città di Barletta, in soli sei mesi la città della Disfida deve piangere un’altra anima.

Oltre a piangere però, ci si ritrova anche a domandarsi se tutto ciò sia una cosa possibile, se in una città come la nostra bisogna assistere a certi atti di violenza, se ci meritiamo di finire sulle cronache nazionali solo a seguito di eventi di criminalità.

In questi giorni il vociare in città è sempre forte, si sente tanta preoccupazione da parte di molti, ragazzi, famiglie e istituzioni. A questo punto abbiamo chiesto ad alcuni ragazzi nostri concittadini, un loro parere su tutta questa situazione di “emergenza criminalità” e sulla sicurezza.

Alcuni studenti dell’Istituto “Garrone” particolarmente colpiti dall’accaduto nei giorni scorsi, si sono recati presso il luogo dell’ultimo delitto, sottolineando a gran voce il messaggio “Diciamo no alla violenza, ai crimini e alla cattiveria“.

Antonella, studentessa presso l’università degli studi di Foggia dice “Penso si sia arrivati al punto in cui troppa gente crede di essere padrone della vita degli altri, infatti non si pensa due volte prima di arrivare ad un gesto estremo”

Una studentessa iscritta al Liceo Classico “Alfredo Casardi”, che ha preferito rimanere anonima, ha voluto esprimere il suo pensiero, esordendo con la frase “non c’è sicurezza” per poi sottolineare che al castello e alcune zone limitrofe lei e il suo gruppo di amici, a partire dalle prime ore serali, non vogliono passare, perché tutti sanno ma nessuno prende provvedimenti del fatto che ci sono luoghi non presidiati dalle forze dell’ordine e anche poco illuminati, dove c’è sempre qualcuno impegnato nello spaccio. E ha concluso dicendo “Possibile che in una città non si possa passeggiare con gli amici in maniera tranquilla nel centro storico?”.

Daniela, un’altra studentessa dell’università di Foggia dice: “Oggi stiamo assistendo ad un aumento della criminalità su tutto il territorio. A causa di tutto ciò viviamo una vita di timore, ansia e preoccupazione ed abbiamo paura anche ad uscire in quanto non ci è garantita la giusta sicurezza. Inoltre, non bisogna dimenticare che per contrastare questo clima di violenza bisogna in primo luogo eliminare l’omertà che regna in modo significativo nella nostra città”.

Opinioni che nel campione di persone intervistate sono tutte concordanti, ma chissà quanti possono trovarsi veramente d’accordo con loro. Una città come la nostra non può essere definita un “far west”, non dovremmo meritarcelo, dovremmo tutti solamente interrogarci chiedendoci se stiamo veramente facendo il massimo per la nostra città, per renderla vivibile, e anche accogliente, e riflettere anche un po’ sulle parole rilasciate dal nostro Arcivescovo Mons. Leonardo D’Ascenzo: “Di fronte a questo efferato omicidio, nel nostro intimo, probabilmente sperimentiamo sentimenti di delusione, rabbia, sfiducia, impotenza ma non possiamo e non dobbiamo arrenderci“.

 

Savio Rociola

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