Catastrofe in Venezuela: doppia scossa devastante di magnitudo 7.5, palazzi crollati e stato di emergenza

Il sisma più potente degli ultimi 126 anni investe il Paese durante una festa nazionale: si scava tra le macerie a Caracas e vicino alla costa

di Redazione

(EN24) – Un devastante “doppio terremoto” ha colpito il Venezuela settentrionale e centrale, provocando crolli diffusi, ingenti danni strutturali e scene di panico collettivo. Secondo i dati diffusi dall’USGS (United States Geological Survey), il Paese è stato investito da una rarissima sequenza sismica ravvicinata: una prima forte scossa di magnitudo 7.2 si è verificata nello Stato di Yaracuy ed è stata seguita, appena 39 secondi dopo, da un secondo e ancora più violento mainshock di magnitudo 7.5, localizzato a ridosso della costa vicino a Morón e Yumare.

L’evento è stato immediatamente classificato come il terremoto più potente registrato in territorio venezuelano dal 1900 a oggi. Le onde sismiche sprigionate dall’ipocentro – situato a una profondità molto superficiale di soli 10 chilometri – sono state così intense da essere rilevate dai sismografi di tutto il continente americano e sono state distintamente avvertite anche in Colombia, Brasile e nelle isole caraibiche di Aruba, Bonaire e Curaçao.

Il disastro si è consumato nel tardo pomeriggio di mercoledì 24 giugno, una giornata festiva in cui la nazione celebrava la Battaglia di Carabobo. Moltissime famiglie si trovavano in casa o affollavano le località costiere quando la terra ha iniziato a tremare. La capitale Caracas è stata duramente colpita: nei quartieri orientali di Altamira e Los Palos Grandes si registrano i danni peggiori, con il crollo totale di diversi edifici multipiano, tra cui un grattacielo residenziale di 22 piani. Migliaia di cittadini terrorizzati si sono riversati in strada mentre dense nuvole di polvere avvolgevano i viali della città. Scene di caos si sono verificate anche all’aeroporto internazionale di Maiquetía, dove il parziale cedimento dei soffitti ha spinto i passeggeri alla fuga.

La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale, istituendo una “zona di disastro” nell’area costiera di La Guaira. Attraverso un discorso alla televisione di Stato, Rodríguez ha espresso il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime e ha rivolto un appello urgente a medici e infermieri affinché si rechino negli ospedali per supportare la gestione dei feriti, il cui bilancio provvisorio parla già di oltre 160 morti e circa un migliaio di ospedalizzati, mentre si temono migliaia di dispersi.

Il ministro dell’Interno, Diosdado Cabello, ha invitato la popolazione a rimanere all’aperto a causa dello sciame sismico in corso e del rischio di forti repliche. Per prevenire esplosioni e incendi legati alle rotture delle condutture tra le macerie, le autorità hanno ordinato l’immediata interruzione delle forniture di gas in tutta la capitale, sospendendo contestualmente il servizio della metropolitana e decretando la chiusura delle scuole per i prossimi giorni. Sul fronte internazionale, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha confermato che la Farnesina è attiva nel monitoraggio della situazione e che, al momento, non risultano vittime tra i connazionali registrati su Viaggiare Sicuri, sebbene si registrino danni materiali alla struttura dell’ambasciata italiana a Caracas.

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